Il Tirreno

Nel mare di Sant’Andrea la catena umana da record

di Luca Centini
Nel mare di Sant’Andrea la catena umana da record

L’immersione collettiva di 173 sub finisce nel libro dei Guinness dei primati L’abbraccio subacqueo a cinque metri di profondità è durato due minuti

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SANT’ANDREA. L’Elba ha da oggi un motivo in più per essere ricordata in tutto il mondo. Il fondale della maggiore isola della Toscana è stato il teatro dell’abbraccio più grande al mondo. O, per essere più precisi, della catena umana subacquea più lunga della storia. Ebbene sì, l’impresa di 173 divers provenienti un po’ da tutta Italia e riuniti sulla splendida baia di Sant’Andrea (Seccheto era la location scelta, ma il vento ha costretto gli organizzatori al cambio di programma) finirà nel grande libro dei Guiness World Record.

I sub si sono calati tutti assieme sul fondale profondo circa 5 metri, si sono inginocchiati tenendosi per le mani e coprendo uno spazio di alcune centinaia di metri. Sono rimasti là sotto per due minuti, mentre uno degli organizzatori ha filmato l’impresa subacquea, che dovrà essere omologata dai giudici della Guiness World Record, una volta che saranno visionate le immagini.

Già intorno alle 10 sulla spiaggia di Sant’Andrea, nel comune di Marciana, si respira un’atmosfera strana. Nel piazzale sopra la spiaggia Stefano Stolfa, uno degli organizzatori del gruppo Raid Italia di Rubiera (Reggio Emilia), riunisce i quasi duecento subacquei, divisi in gruppi guidati ciascuno da capisquadra esperti. Sono i preparativi per l’immersione collettiva che avrà luogo di lì a poco. La massa di subacquei, donne, uomini e persino qualche bambino, arriva un po’ da tutta Italia. «C’è un gruppo che viene da Messina, un altro da Cortina d’Ampezzo – racconta Stefano Stolfa – hanno partecipato all’impresa iscrivendosi presso la rete dei nostri diving center. Siamo pronti e addestrati, tra un po’ partiamo». Intorno a mezzogiorno scatta l’ora dell’impresa. I sub scendono in spiaggia e iniziano a prepararsi, indossando le mute da sub e caricandosi sulle spalle le bombole. Guadagnano lentamente, a gruppi, le boe. Gli organizzatori di Raid Italia seguono la “spedizione” a bordo di un gommone che fa la spola tra i vari gruppi che si stendono al largo, coprendo quasi tutta l’ampiezza del golfo di Sant’Andrea. Al suono della sirena le teste vanno giù. Poco dopo inizia il conteggio, passano i due minuti.

«Il record è superato», urla Stefano Stolza al megafono. La catena umana di 173 sub rimarrà scritta nel libro dei record: il primato è stato strappato a un gruppo francese che posizionò 110 subacquei sul fondale dell’isola di Reunion nell’arcipelago delle Mascarene. Al ritorno l’applauso esplode spontaneo, così come i sorrisi dei sub che si liberano delle bombole.

A distanza di pochi anni dal matrimonio subacqueo a Morcone, il fondale dell’Elba torna ad essere un’arena da Guiness dei primati.

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