Italia
Un po’ di vento e le barche rischiano di affondare
Caso (fortunato) ha voluto che i pescherecci fossero a terra per il fermo biologico Problemi da quando è cominciato il nuovo banchinamento davanti alle industrie
PIOMBINO. Sette-otto barche a rischio affondamento, ieri mattina, intorno a mezzogiorno. Di nuovo in balia delle onde dentro al porto, nella darsena pescherecci. «E senza neanche un vento eccezionale... – il commento in diretta di Francesco Pampana, che resta voce della pesca a strascico di Piombino – Dunque: quando arriverà una bufera di quelle vere?».
Certo gli incontri con Capitaneria di porto e Autorità portuale non si sono mai interrotti.
«Metteremo, faremo... però niente è cambiato – conferma Pampana – Menomale che tanti pescherecci sono a terra per lavori, visto il necessario fermo biologico – aggiunge – Ma nello specchio d’acqua a nord, stavolta le barche più piccole hanno rischiato grosso».
Solo lentamente la situazione è tornata alla normalità.
«Grazie anche agli ormeggiatori è stato possibile mettere le barche in sicurezza» prosegue Pampana (già avanti nel pomeriggio però).
«Putroppo – spiega – L’acqua è arrivata ovunque, trascinando le reti in mare, mentre due grosse barche battevano in banchina. Danni anche ai magazzini. E siamo ancora sempre fermi alle promesse d’intervento per risolvere o almeno aiutare...». Ma gli incubi restano realtà.
«Si è dimostrato che basta poco – ricorda Pampana – e qui dentro è il finimondo, le barche rischiano d’affondare».
«Sì, l'Autorità portuale dovrà costruire un molo di una quarantina di metri, alla radice del pontile Magona, per eliminare l’inconveniente – sottolinea – ma è davvero necessario agire in fretta: il disastro già fatto? È sotto gli occhi di tutti». Le onde anomale in darsena erano state denunciate da Pampana, sin dall’agosto 2012, a rivelare una situazione in realtà cambiata dall’inizio del nuovo banchinamento. La zona interessata è quella lato nord Darsena Magona che a fine lavori costituirà un triangolo coi riempimenti lato Darsena grande Aferpi. Fino alla possibile soluzione formato progetto, nel gennaio 2013 . Ma ora i pescatori tremano davvero.
18 sono le barche registrate dalla Capitaneria, sette per la pesca a strascico, 11 per la pesca a posta. E coinvolgono la vita di parecchie famiglie.
«Abbiamo chiesto di nuovo sopralluoghi – dice ancora Pampana – Necessario che tutti si rendano conto del forte disagio che stiamo vivendo. Le barche corrono grossi rischi: finiscono per sbattere l’una contro l’altra e regolarmente si contano danni. Le legheremo di nuovo con più ormeggi, ma ci saranno da passare sul porto tante notte a controllare. Se poi qualche cima si dovesse strappare... sarebbe uno sfacelo ».
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