Gioco
La “minoranza sindacale” lancia un nuovo appello
PIOMBINO. «Quel che dovevo dire l’ho detto e lui faccia quel che vuole». Il ministro dell’industria e delle miniere algerino, Abdesslam Bouchouareb, taglia corto all’indomani della polemica scoppiata...
PIOMBINO. «Quel che dovevo dire l’ho detto e lui faccia quel che vuole». Il ministro dell’industria e delle miniere algerino, Abdesslam Bouchouareb, taglia corto all’indomani della polemica scoppiata tra lui e Issad Rebrab. Come abbiamo scritto ieri, il ministro aveva accusato il presidente di Cevital di aver truffato il governo nordafricano mentendo sul reale valore degli impianti Brandt, mentre Rebrab aveva replicato sfidandolo a constatare di persona e minacciando querele.
Intanto, sul fronte che ci riguarda più da vicino, si avvicina l’incontro a Roma al ministero dello Sviluppo economico tra Cevital-Aferpi, governo, Regione e sindacati, in programma l’8 ottobre. E in vista di questo incontro i lavoratori della cosiddetta minoranza sindacale, quelli che avevano organizzato il Camping Cig, scrivono che «se le risposte alle richieste del sindacato non saranno positive si dovrà chiamare in causa con forza l’intervento del Governo per trovare alternative a Cevital. Ciò dovrà avvenire con una mobilitazione di tutti i lavoratori della ex Lucchini, di Aferpi, dell’ indotto e di tutta la cittadinanza per far diventare Piombino un caso d’interesse nazionale come lo è l’Ilva di Taranto».
La nota prosegue invitando i sindacati a chiedere «con fermezza un supplemento salariale per i lavoratori in cassa integrazione, idoneo a permettere una vita dignitosa e alleviare i sacrifici che stanno facendo, poiché si prevede ormai con chiarezza l’attesa di molti anni prima di poter riprendere il lavoro. Chiediamo altresì di individuare una via certa per l’erogazione del Tfr quanto prima».
E ancora, sui lavoratori dell’indotto: « Occorre che ci si faccia carico di questo settore dando la stessa possibilità degli altri di poter usufruire di ammortizzatori sociali e quindi la messa in essere di corsie preferenziali per le imprese locali, al momento di assegnazioni degli ordini, sia per le bonifiche/demolizioni che per quando l’attività della fabbrica sarà a regime».
I lavoratori chiedono anche «che si trovino soluzioni concrete per quei lavoratori di aziende che per la diversificazione delle lavorazioni dello stabilimento (passaggio da ciclo siderurgico integrale a ciclo forni elettrici), non avranno più lavoro e inevitabilmente verranno licenziati, con riferimento particolare ai lavoratori delle aziende elettriche Edison e Elettra e con loro la Sol, l’Harsco Metals e altre imprese».
Infine un invito: « Poiché tali problematiche si ripercuoteranno sull’economia di un intero territorio che per anni dovrà convivere con una crisi che riguarderà tutte le categorie, riteniamo importante il coinvolgimento di lavoratori e lavoratrici e di tutta la cittadinanza a partecipare al consiglio comunale aperto del 5 ottobre con inizio alle 8.30, dove si parlerà appunto di tali argomenti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
