Il Tirreno

Aree minerarie, il futuro in sei mesi

di Luca Centini
Aree minerarie, il futuro in sei mesi

Il Demanio dà l’ok alla proroga della convenzione, ma chiede in cambio ai Comuni un progetto unitario di rilancio

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RIO MARINA. Il primo risultato i sindaci elbani lo hanno portato a casa. La convenzione con il Demanio per la manutenzione e la guardiania delle aree ex minerarie è congelata per altri sei mesi. Il tempo di cui disporranno i Comuni di Rio Marina, Capoliveri e Porto Azzurro per presentare un progetto unitario di riqualificazione delle aree ex minerarie e, soprattutto, per sciogliere le riserve decidendo una volta per tutte quali beni rilevare dal Demanio e quali lasciare in mano all’Agenzia. A quel punto le parti si siederanno di nuovo al tavolo per decidere come dividersi il “peso” economico dovuto alle attività di manutenzione nelle aree ex minerarie.

È stato un vertice positivo quello che si è tenuto ieri a Roma, alla presenza del sottosegretario all’ambiente Silvia Velo. È stata proprio Velo ad attivarsi affinché, prima della scadenza del 30 settembre della convenzione da circa 200mila euro tra il Demanio e la società Parco minerario per le manutenzione e la guardiania, i sindaci elbani incontrassero il direttore nazionale del Demanio Roberto Reggi. «Un incontro positivo che ha permesso di fare un deciso passo in avanti sulle diverse questioni sul tavolo», ha dichiarato Silvia Velo poco dopo la riunione a cui hanno partecipato i sindaci Renzo Galli (Rio Marina), Luca Simoni (Porto Azzurro), l’assessore di Capoliveri Claudio Della Lucia e il presidente del Parco minerario Ilio Pisani. «L'Agenzia del Demanio - ha continuato Velo - ha confermato la disponibilità a cedere, attraverso le procedure previste dal federalismo demaniale, tutti i beni dell'Isola a fronte di un progetto unitario di recupero, riuso, valorizzazione e gestione efficiente degli stessi. Un passo in avanti è stato fatto anche per ciò che riguarda il compendio Villaggio Paese, Lago di Terranera e il Palazzo del Governatore per cui l’Agenzia ha dato la massima disponibilità a concludere rapidamente tutte le procedure di assegnazione. Nelle more di questo percorso, l'Agenzia ha inoltre comunicato che prorogherà di sei mesi la convenzione. Nei prossimi mesi - conclude Silvia Velo - in attesa di una decisione da parte degli enti locali sui beni da acquisire, si procederà a una rimodulazione della convenzione con le nuove consistenze».

L’emergenza, insomma, è stata scongiurata per altri sei mesi, ma ora i Comuni dovranno chiarire in tempi piuttosto rapidi su quali beni demaniali puntare e quali lasciare invece in mano al Demanio. «La prima certezza è che finché il Demanio avrà delle aree ex minerarie dovrà concorrere alla spesa per la loro manutenzione – ha commentato il sindaco di Rio Marina, Renzo Galli – e, di certo, il Demanio rimarrà in possesso almeno delle riserve strategiche del Ginepro e del Monte Giove. Il Demanio ha avuto 18 mesi per mettere i beni del Federalismo demaniale a disposizione dei Comuni, noi avremo solo sei mesi per decidere che farne. Ce ne faremo una ragione».

Porto Azzurro e Rio Marina rileveranno sicuramente le aree del laghetto di Terranera, Capoliveri dovrà decidere su quali beni puntare nella molto estesa area ex mineraria. Stesso discorso per Rio Marina, il comune più legato all’eredità ex mineraria. «Dobbiamo fare ancora delle valutazioni, ma è chiaro che abbiamo già delle nostre idee – sostiene Galli – ad esempio nutriamo delle grosse perplessità sui beni di Cala Seregola, per i quali vi sono dei problemi di difficile soluzione. Di certo non chiederemo, e non l’abbiamo mai fatto, l’area del Puppaio, dove permane una discarica. Discorso diverso per le Fornacelle, zona nel quale insistono degli immobili interessanti». Notizia altrettanto importante è quella relativa a Villaggio Paese: Reggi ha accettato l’idea di cedere l’area al Comune di Rio Marina, rinunciando alla sua vendita separata. «Stavamo pianificando su quella zona del paese – spiega Galli - ora possiamo continuare a farlo da proprietari delle aree».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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