Il Tirreno

«Il disagio giovanile va battuto in sinergia con i gestori dei locali»

«Il disagio giovanile va battuto in sinergia con i gestori dei locali»

L’assessore portoferraiese Laura Berti in seguito alla chiusura temporanea del Club 64 «Dobbiamo creare una vera rete per aiutare i ragazzi elbani, solo così raccoglieremo dei risultati»

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PORTOFERRAIO. Non servono le chiusure, ma una sinergia più intensa con i gestori di discoteche e locali per risolvere il problema del disagio giovanile. Ne è profondamente convinta Laura Berti, assessore alle Politiche giovanili del Comune che si trova in sintonia con le titolari del Club 64, la discoteca recentemente interessata da un provvedimento della Questura di Livorno con cui s’impone la chiusura temporanea di 15 giorni del locale, a seguito di «una serie di liti e aggressioni fisiche», hanno spiegato dalla Questura, durante i mesi estivi, che hanno avuto per protagonisti giovani avventori. Aggiungevano nel loro intervento, all’indomani dell’ingiunzione, le due responsabili del locale del Capannone: «Vanno adottate altre misure e garantire da subito modelli di divertimento sano e impedire derive devastanti».

Una proposta che viene immediatamente raccolta dall’assessore alle politiche giovanili Laura Berti: «È sempre più evidente ed emerge quindi anche dalle parole degli operatori di settore – puntualizza – come sia ormai diventato imprescindibile lavorare in sinergia e avere come obiettivo la creazione di una vera e propria rete per combattere, se così si può dire, il disagio giovanile».

Infatti l’obiettivo primario dell'assessorato alle politiche giovanili è proprio la messa a punto di una serie di strategie in cui ognuno degli interlocutori coinvolti, compresi i gestori dei locali, avrà un ruolo determinante. In questo genere di operazione saranno coinvolte, oltre all'amministrazione comunale, anche le forze dell’ordine, le scuole, gli operatori sociali esperti in materia, gli operatori sanitari e varie altre realtà. La gamma degli interventi da prevedere occuperanno uno spettro più ampio. Ma gli obiettivi primari saranno sicuramente la prevenzione dei comportamenti a rischio sia dei giovani, sia di alcuni addetti ai lavori, sia la sensibilizzazione e l'educazione dei nostri ragazzi.

«È solo in questa maniera – aggiunge ancora Laura Berti - che potremo sperare di avere risultati tangibili». La costituzione di una tale collaborazione porterà vantaggi ai locali stessi, perché servirà anche a delineare linee comuni di condotta che possano evitare danni derivanti dalla chiusura dei loro esercizi. «Sono dunque molto contenta – puntualizza ancora l’assessore - di vedere che anche gli operatori di settore condividono il mio pensiero e auspicano il lavoro sinergico. Sono certa che con il sostegno di attori importanti come loro il progetto di sostegno al disagio giovanile cui l'assessorato sta lavorando otterrà – conclude Laura Berti - risultati apprezzabili, ma soprattutto porterà benefici ai giovani elbani».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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