Il Tirreno

Senza risposte concrete pronti alla mobilitazione

Senza risposte concrete pronti alla mobilitazione

I vertici nazionali di Fim, Fiom e Uilm incontrano il consiglio di fabbrica In Comune riunione con i sindacati dei dipendenti di mense e pulizie

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PIOMBINO. Sono venuti ieri e ritorneranno il 9 ottobre, all’indomani dell’incontro al ministero. E sarà allora che, in base alla concretezza delle risposte ricevute da Aferpi, i segretari nazionali di Fim, Fiom e Uilm - nell’ordine Sandro Pasotti, Mauro Faticanti e Mario Ghini - decideranno con i lavoratori cosa fare.

Mentre era in corso la riunione nel consiglio di fabbrica, la situazione, stavolta di mense e pulizie, è stata esaminata dal consigliere del presidente Rossi per il lavoro, Gianfranco Simoncini, in una riunione in Comune col sindaco Massimo Giuliani e le organizzazioni sindacali del settore. Il rischio, hanno ricordato, è che nelle gare d’appalto in fase di definizione possano prevalere aziende esterne al territorio piombinese e che, anche in considerazione dei limiti iniziali dell'attività produttiva dello stabilimento, possa prodursi una contrazione dei posti di lavoro. Da qui la richiesta di una clausola sociale a tutela dei dipendenti delle ditte. Sulla quale hanno concordato Regione e Comune.

Nei prossimi giorni verrà convocato un incontro con Aferpi, allo scopo di aprire un confronto specifico che includa il superamento del regime delle proroghe che sta ritardando l'applicazione degli ammortizzatori sociali per molti lavoratori. Ai sindacati Simoncini ha comunicato che è in fase di conclusione la redazione del Piano per la reindustrializzazione dell'area e che i relativi bandi saranno pronti per la fine del mese di ottobre. «Prevederanno - ha assicurato - forti incentivi per chi assumerà lavoratori del settore siderurgico e del suo indotto».

Nella riunione in consiglio di fabbrica con i segretari di Fim, Fiom e Uilm, il clima è stato scandito dalla preoccupazione forte, da interrogativi sui tempi d’attuazione del piano Aferpi e sugli ammortizzatori sociali. A monte, la conferma del giudizio positivo sull’accordo e sul progetto industriale. «Rimangono validi e non devono essere messi in discussione», si legge in una nota congiunta diramata a fine riunione. Ma le domande restano.

Per questo i sindacati ritengono essenziale che dall'incontro al Mise emergano risposte tangibili sugli investimenti, a partire dall’acquisizione del forno elettrico, sullo smantellamento delle aree e sulla sicurezza. E, ancora, sull’approvvigionamento dei semiprodotti che sta causando problemi anche al Tve dove slitta di nuovo, stavolta al 5 ottobre, la messa in marcia del treno. Perchè le billette non ci sono.

E’ per questo che i sindacati sollecitano la conoscenza del programma mensile cadenzato dell'arrivo del semiprodotto, per mantenere la quota di contratti di solidarietà, e consentire l'ingresso di chi è rimasto fuori in Cigs. Sempre secondo Fim, Fiom e Uilm occorrerà capire, anche di fronte ai ritardi, quanto gli ammortizzatori sociali possano essere prorogati per gestire la fase che riporterà alla produzione di acciaio. Che nel piano è indicata a inizio 2017. E’ sull’insieme di questi elementi, rafforzati dai sacrifici pesanti che stanno facendo i lavoratori, che i sindacati chiedono alle istituzioni un’assunzione di responsabilità, con «l’impegno a far rispettare il piano nei tempi e nei modi previsti. I tre segmenti - siderurgia, agroindustria e logistica - devono marciare contestualmente». (v.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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