Il Tirreno

Piano del paesaggio, Capoliveri ricorre al Capo dello Stato

Piano del paesaggio, Capoliveri ricorre al Capo dello Stato

Il sindaco Barbetti chiede una correzione in extremis del Pit «Sbagliato negare ampliamenti alle strutture già esistenti»

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CAPOLIVERI. «Il Piano di indirizzo territoriale della Regione deve essere rivisto e corretto». È quanto ha chiesto ufficialmente il Comune di Capoliveri attraverso il ricorso straordinario al presidente della Repubblica presentato in questi giorni contro la Regione per l'annullamento parziale dell'atto di integrazione dello strumento urbanistico (Pit).

Il Comune di Capoliveri ha deciso di ricorrere al Capo dello Stato dopo che la sua osservazione al Pit, contenente la richiesta di consentire l'ampliamento delle strutture ricettive, era stata accolta in parte dalla giunta regionale.

Le contestazioni avanzate dal Comune guidato dal sindaco Ruggero Barbetti riguardano una parte sostanziale del Piano che di fatto impedisce interventi sulle strutture ricettive collocate in prossimità del sistema costiero.

«Abbiamo dovuto prendere atto - spiega Barbetti - del fatto che il Pit non tiene minimamente conto delle caratteristiche geomorfologiche delle diverse realtà toscane, applicando indistintamente sulla costa tirrenica, così come sulla nostra isola, grosse limitazioni per tutte quelle strutture ricettive - la quasi totalità - che insistono nella fascia di 300 metri dalla battigia. Sulla Costa toscana, all'Isola d'Elba e nelle altre isole dell'arcipelago, vi sono coste alte e coste basse, coste sabbiose e a scogliera, spazi retrostanti di pianura e di collina, aree urbanizzate e aree vergini, aree visibili dal mare e aree invisibili. Quindi dettare, come previsto dal Pit, un limite quantitativo all'ampliamento degli alberghi e alla realizzazione e all'ampliamento delle strutture di servizio di campeggi e villaggi turistici unico e valevole per tutte le situazioni appare una scelta arbitraria».

Secondo il Comune di Capoliveri questa «rigida e cieca disciplina normativa pregiudica irrimediabilmente l'economia del nostro territorio che vive di turismo e impedisce alle strutture di innovarsi secondo gli standard qualitativi che questo settore oggi richiede, per questo abbiamo ritenuto doveroso intervenire». Il Piano, così concepito impedisce che sul patrimonio edilizio esistente degli alberghi possano essere effettuati interventi che comportino un incremento complessivamente maggiore del 10% dell'esistente ed un vincolo ancor più stringente va a colpire campeggi e villaggi turistici ai quali è concesso un incremento non superiore al 5 %. «Non chiediamo nuova ricettività sul fronte mare - conclude Barbetti - ma chiediamo di poter adeguare le strutture ricettive alle nuove necessità che di volta in volta vengono richieste da una clientela sempre più esigente in termini di comodità dei moduli abitativi e dei servizi in genere».

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