Il Tirreno

Il porto di Piombino con Livorno crea un sistema-mare per tutta la Toscana

Guido Fiorini
Il porto di Piombino
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Il porto di Piombino

Dopo l'accordo parla il commissario Guerrieri: "Siamo il motore della rinascita, ma ora serve la 398"

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PIOMBINO. Piombino e Livorno possono rappresentare, insieme, un sistema-mare strategico per la Toscana e per tutto il Paese.

Il Governo verrà già nelle prossime settimane a visitare i porti e, nel contesto di una collaborazione che escluda servizi-doppione, è pronto a reperire i finanziamenti necessari per le infrastrutture che ancora mancano, in particolare i collegamenti.

Lo dice con chiarezza il commissario straordinario dell’Authority di Piombino, Luciano Guerrieri, che nell’accordo vede la concreta possibilità di portare a casa i soldi per la statale 398, ritenuta “la priorità delle priorità”, ma anche per il completamento del piano regolatore portuale, con altri trecento metri di banchina finalizzati a insediamenti industriali.

Oltre alla galassia Cevital ci sono già su Piombino manifestazioni di interesse importanti, come quella della General Electric.

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«L’accordo è chiaro - dice Luciano Guerrieri - e se da una parte i due porti continueranno a lavorare in autonomia, dall’altra iniziano a ragionare insieme come parti di un’alleanza per il territorio, la Toscana e l’Italia. Adesso offriamo circa 35 milioni di tonnellate di traffici e 6,5 milioni di passeggeri, ma questi numeri sono destinati a crescere con le nuove infrastrutture che abbiamo in programma di realizzare».

Sarà un’area portuale molto grande.

«Adesso, insieme, siamo a 13,3 chilometri complessivi di banchine e 2,8 milioni di metri quadri di aree portuali. Quando avremo attuato i piani regolatori arriveremo a 18,3 chilometri di banchine e 4,7 milioni di metri quadri di aree portuali e retroportuali».

Saranno decisivi i collegamenti con l’entroterra.

«Infatti, le infrastrutture sono decisive per unire il sistema-mare al resto del Paese. Adesso ci sono difficoltà oggettive che vogliamo superare. Penso quindi alla 398, alle ferrovie, alla Collesalvetti-Vada che con il nodo di Pisa diventa strategica anche per Piombino, al sistema degli interporti. È chiaro che noi chiediamo al Governo di finanziare le opere che mancano e il ministro Delrio ci ha detto in modo inequivocabile che i fondi si trovano se è chiaro che siamo di fronte a un sistema integrato, senza servizi doppione».

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Ma i tempi? Sono infrastrutture urgenti.

«Sono molto urgenti. Per questo abbiamo deciso di creare un gruppo di lavoro che si occupi di tutti gli aspetti legati a queste infrastrutture: quindi progettazione, affidamento, realizzazione, finanziamenti. Vogliamo che il percorso sia il più veloce e snello possibile, non ci possiamo permettere altri ritardi».

La 398 da Montegemoli al porto è la priorità delle priorità.

«Deve essere al primo punto e dal Governo, che può accedere a sette anni di fondi europei, ci attendiamo non solo consensi ma anche risorse. Il primo lotto, quello che da Montegemoli (dove adesso termina l’attuale 398, realizzata proprio quando Guerrieri era sindaco, ndr) va fino a Gagno, è già progettato, deve essere solo rivisto in alcuni dettagli. Insomma, trovando i fondi si potrebbe partire davvero in pochissimo tempo. Sul secondo e terzo lotto stiamo facendo una riflessione, perché le condizioni rispetto a qualche anno fa sono mutate».

In effetti prima la 398 doveva fare lo slalom fra i capannoni. Adesso la fabbrica lì è chiusa e sarà spostata.

«Ne stiamo parlando sia con gli algerini di Cevital, che concordano, sia con l’Amministrazione comunale, e anche il sindaco Massimo Giuliani è sulla nostra stessa linea. Stiamo pensando che potremmo andare ad un progetto più agile. In una valutazione costi benefici potremmo anche risparmiare qualcosa».

E il piano regolatore del porto? Cosa manca?

«Manca la parte della banchina di riva in sovrapposizione alle vasche, il consolidamento dei lavori che abbiamo adesso a gara. In sostanza sono trecento metri ulteriori di banchina e relativo dragaggio, per altri insediamenti industriali interessati alla nostra zona».

Ultima cosa, le crociere. Livorno ne accoglie molte. Come si concilia questo con Piombino che si propone nello stesso settore?

«Non ci sono sovrapposizioni, anzi. Piombino sarà un’offerta complementare a quella di Livorno che resta il porto di riferimento per i turisti diretti nella città labronica, a Pisa, a Lucca, a Firenze. Noi ci offriamo per ampliare le possibilità alle compagnie, aprendo una via di accesso alla Val di Cornia, alla Toscana meridionale, a Siena, alla Maremma. Tutte zone che hanno un grande fascino. Non faremo mai i numeri che fa Livorno, ma già dal prossimo anno sono in programma alcuni accosti interessanti. È chiaro che anche per le crociere serviranno collegamenti migliori». @guifiorini

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