Lutto
Funghi, stagione a rilento Raccolta sotto lo standard
I cercatori sperano nella pioggia autunnale per invertire la tendenza negativa Eugeni (Slow Food): «Serve pazienza, aspettiamo le giornate di fine settembre»
PORTOFERRAIO. Sarà pure il 2015 una stagione eccellente per l’olio e così eccezionale per l’uva da far gridare al primato. Ma per chi ama andare per boschi a raccogliere funghi è un anno tutto di dimenticare. «Se non piove, non nascono». Carlo Gasparri, profondo conoscitore del bosco elbano e dell’habitat naturale dove i funghi crescono, non usa mezzi termini.
«La stagione è stata prevalentemente soleggiata – continua il presidente della commissione Natura e Ambiente della Fondazione Elba – Se tali circostanze hanno permesso la perfetta maturazione dei vitigni elbani e degli olivi che per la prima volta non sono stati attaccati da parassiti, sul fronte invece dei funghi bisogna ancora ricredersi e aspettare le prime piogge autunnali».
Le condizioni climatiche degli anni scorsi ci avevano abituato a ben altro. E, senza andare troppo lontano, era stata la stagione 2014 che aveva rappresentato il boom di crescita di porcini, cimballi e così via, soprattutto nell’ultimo periodo dell’estate. A deliziare il palato elbano ci aveva pensato il versante occidentale dell’Isola che era stato generoso nella prematura apparizione dei miceti, contrariamente a quanto avveniva in passato. Piogge e caldo combinati insieme erano stati gli elementi determinanti per la crescita di questi generosi frutti del sottobosco elbano. «L’estate non è stata affatto piovosa – considera sempre Gasparri – E’ vero che si è abbattuto recentemente un forte acquazzone sul territorio di Marciana Marina; ma ha fatto più danni che bene, ha tracimato tutto quello che trovava e non ha creato i presupposti per la crescita dei porcini».
Nella zona del marcianese, sui contrafforti del monte Capanne e di monte Perone, luoghi ideali per questa specie di organismo vegetale, non cambia musica.
«E’ una stagione questa – dice Carlo Eugeni, fiduciario della condotta Slow Food dell’Isola d’Elba – che può benissimo essere catalogata senza infamia e senza lode. Era stato il 2014 che ci aveva abituato male, ma per avere i funghi bisogna attendere le condizioni di umidità, il fresco delle mattinate e il caldo delle giornate ancora di sole che solo il fine settembre e il primo ottobre ci regalano». Pazientare, dunque. Ce lo raccomanda anche il gestore del ristorante “da Publius” in piazza del Castagneto a Poggio che dell’arte di cucinare i funghi ha creato l’eccellenza del suo locale. «Bisogna aspettare – conclude – la prossima settimana, quando cominceranno a farsi sentire le prime piogge. Solo dopo questa data si potranno gustare a tavola le prelibatezze dei funghi elbani, secondo la cucina dell’isola».
Luigi Cignoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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