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Elisoccorso, i dubbi di Elba Salute

Il comitato: dietro il progetto della base elbana si nasconde un’insidia

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PORTOFERRAIO. Bene la base elbana per l’elisoccorso, ma i trasferimenti in elicottero non diventino il nuovo modello di sanità elbana. Si può riassumere in questo modo la posizione del comitato Elba Salute circa la richiesta di una base di elisoccorso stabilmente presente sull’isola, formulata dalla Conferenza dei sindaci dell’isola. «La richiesta non può che essere condivisa e soddisfacente – spiegano dal comitato – si ridurranno sicuramente i tempi di trasferimento e sarà più facile rispettare l’ora d’oro (periodo durante il quale vi è la più alta probabilità che un pronto trattamento medico possa evitare la morte) con maggiore possibilità di sopravvivenza per i malati. Sorgono però pesanti interrogativi che i sindaci tutti dovrebbero porsi nell’interesse degli elbani e che devono essere posti e chiariti con gli organi regionali».

Il comitato si pone il dubbio se l’elisoccorso sia a tutti gli effetti il nuovo modello sanitario elbano e se debba essere considerato come un miglioramento dei servizi sanitari o come l’alternativa agli stessi. «Il nostro ospedale, già declassato a ospedale di prossimità – chiedono dal comitato – vedrà il recupero di funzionalità e professionalità oggi assenti o si ridurrà sempre più a un mega pronto soccorso dove stabilizzare prima e trasferire dopo i pazienti? Noi di Elba Salute abbiamo grandi perplessità e considerando che il progetto di una base stabile di elisoccorso era già presente nella mente e nei programmi degli organi regionali e non solo, da un anno a questa parte, e di questo siamo certi, siamo convinti che una base stabile Pegaso rappresenti la via verso il tramonto di una sanità propria elbana».

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