Il Tirreno

«Che bello vedere il top della robotica nella mia Piombino»

di Francesca Lenzi
«Che bello vedere il top della robotica nella mia Piombino»

Oggi si chiude EuRathlon, parla il direttore Gabriele Ferri: «Critiche ingenerose, le macchine servono in ambito civile»

3 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Terminerà oggi “euRathlon ’15 Grand Challenge", gara internazionale di robotica, in scena da una settimana nel Comune di Piombino, con la location principale, gare, esibizioni gazebo informativi, a Tor del sale, senza disdegnare incursioni in città, come in piazza Bovio, con le dimostrazioni di martedì, o ai giardini Pro Patria, dove stasera, alle 21,30, si terrà la cerimonia di premiazione. Si conclude così a Piombino un progetto triennale finanziato con 1,6 milioni di euro dalla Commissione europea nell’ambito del Settimo programma quadro (7PQ), e organizzato dal Centro Nato per la ricerca marittima e la sperimentazione (Cmre), dopo una gara dedicata ai robot terrestri del 2013 in Germania, e una competizione tra veicoli sottomarini ospitata dal Cmre nel 2014. Piombino come centro quindi di una prestigiosa manifestazione, ma anche luogo dal quale proviene uno dei protagonisti della realizzazione di EuRathlon, Gabriele Ferri, direttore tecnico dell’evento. Gabriele, 37 anni, nasce e cresce proprio a Piombino, figlio unico di due genitori entrambi medici (il padre ora è in pensione); studia al liceo scientifico in città, dove resta fino al diploma. Poi? «Poi ho frequentato l’università a Pisa – afferma Gabriele – Mi sono laureato nel 2003, e ho iniziato a lavorare in una ditta di Finmeccanica per un anno e mezzo, prima di licenziarmi per fare il dottorato a metà tra la scuola Sant’Anna e l’IMT Lucca. Ho concluso il dottorato nel 2008 e ho trascorso un anno negli Stati Uniti, per tornare in Italia, nuovamente al Sant’Anna e lavorare ad alcuni progetti di robotica, come un robot-spazzino e un catamarano per il monitoraggio ambientale Hydronet». E adesso? «Al momento vivo a La Spezia, e lavoro al Centre for Maritime Research and Experimentation (Cmre) della Nato, centro civile, dove resterò almeno altri 3 anni, poi non so. Comunque torno spesso a Piombino, dove vive la mia famiglia e gli amici, e dove sono rimasto legato al territorio». Così legato da aver portato qui EuRathlon? «Beh, diciamo che l’area considerata oggi dall’evento risponde perfettamente alle nostre esigenze; area che io conoscevo bene essendo nato a Piombino». È passato a trovarvi a Tor del Sale anche Beppe Grillo. «Sì, si è fermato a parlare qualche minuto con noi. Ha dimostrato di essere interessato alla materia, è stato molto tranquillo». Cosa risponde alle critiche mosse a EuRathlon nelle settimane precedenti l’inizio delle gare? «Sono state polemiche pregiudiziali nei nostri confronti. Spero tuttavia che coloro che ci hanno criticato siano venuti a vedere quanto realizzato e si siano ricreduti su un evento prettamente civile che ha riunito 135 studiosi arrivati da tutta Europa e oltre». Un bilancio sulla manifestazione? «Senza dubbio positivo. Abbiamo ricevuto anche un ottimo feedback dalle persone che hanno assistito con interesse alle dimostrazioni, sia in piazza Bovio che a Tor del Sale. Come organizzatori siamo indubbiamente contenti e ringraziamo tanto coloro che ci hanno sostenuto, quanto coloro che ci hanno criticato». Qual è la parte più bella del suo lavoro? «Pensare una cosa e vederla realizzata. Passare dall’idea e dal progetto al risultato concreto, pur con fatica e mille differenze rispetto al pensiero iniziale». EuRathlon, gara tra robot, ma anche altro? «Senza dubbio. Stiamo parlando di automi da impiegare in assistenza agli anziani, o come risposta ai disastri, e ancora in casi di salvataggio di persone. Progetti sui quali lavorare e sviluppare in futuro». Parliamo di Piombino. Come vede il futuro della città, e cosa dovrebbe accadere per uscire dalla crisi? «Piombino sta attraversando un momento difficile, come tutti sanno. È necessario un cambiamento nello sviluppo economico del territorio; EuRathlon può essere un suggerimento e un incoraggiamento per cambiare, per aprirsi a nuove idee e cercare di vedere il mondo un po’ più in grande». Come si vede tra 10 anni? «Spero di essere sereno e fare ancora le cose che mi appassionano, restando in Italia, meglio in Toscana. Già, perché io sono rimasto, nonostante all’estero si viva sicuramente meglio e si guadagni di più».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web