Il Tirreno

«La legge regionale è da abrogare»

«La legge regionale è da abrogare»

Sanità, “Un’altra Piombino” spiega perché contesta la riforma e punta al referendum

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PIOMBINO. «La riforma sanitaria regionale è da abrogare». Il giudizio è di Un’altra Piombino che per questo sta raccogliendo le firme con cui poter indire il referendum.

Gli esempi fatti dalla lista sul progressivo impoverimento dell’offerta sanitaria dell'Asl 6 sono numerosissimi. Eccone alcuni: dalla chiusura notturna e festiva di alcune specialistiche che costringe i cittadini a spostamenti e disagi, (anziani che in piena notte vengono inviati a Livorno perché da noi non c'è più un servizio h 24 di urologia), l’allungamento delle liste di attesa, la riduzione del personale medico e sanitario operativo. E ancora «il pronto soccorso in difficoltà, dal punto di vista della struttura e del personale; i ticket onerosi che spingono molti cittadini a rinunciare o a rivolgersi alle strutture private, nelle quali spesso si fa prima e si spende meno che nel pubblico; la riduzione progressiva dei posti letto che porta non di rado a dimissioni precoci con ricadute e conseguente aggravio di costi oltre ai rischi e ai disagi per gli ammalati».

«Un’altra Piombino» sottolinea che nei comunicati ufficiali il governatore della Toscana e il Pd «cioè coloro che da sempre gestiscono le politiche sanitarie, ripetono i soliti mantra: da una parte le difficoltà economiche e la contrazione delle risorse, dall'altra il riordino in nome dell'efficienza, dell'ottimizzazione e del miglioramento della qualità. Si cerca di mistificare con il politichese e con la propaganda la necessità di far fronte ai tagli imposti dal governo, e i risultati sono sempre i soliti: tagli, riduzione dei servizi , convenzioni con il privato in forte espansione, difficoltà per una cittadinanza che invecchia e, da parte di un numero crescente di persone, rinuncia a fare prevenzione e diagnosi».

La lista assicura che, «coerentemente con il suo programma, si sta attivando per raccogliere anche a Piombino e in Val di Cornia le firme per il referendum abrogativo della legge regionale di riordino del Sistema Sanitario, una legge pessima, votata in fretta e furia per motivi di opportunità politica, che sottrarrà risorse crescenti alle periferie, che dequalificherà i processi assistenziali e favorirà sempre di più i privati».

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