Il Tirreno

"Lambardi mi ha cacciato senza degnarsi di farmi una telefonata"

Giancarlo Galli (a sinistra) con Lorenzo Lambardi
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Giancarlo Galli (a sinistra) con Lorenzo Lambardi

L'ex vice sindaco Galli commenta duramente la revoca delle sue deleghe stabilita dal sindaco: "Deve una spiegazione a me o almeno ai cittadini che amministra"

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CAMPO NELL'ELBA. «Un gesto vile quanto inatteso». Giancarlo Galli ha atteso tre giorni per poi commentare - in modo durissimo - la crisi della giunta di Campo nell’Elba che lo ha travolto personalmente. Il sindaco Lorenzo Lambardi, infatti, ha deciso di revocare le deleghe da vicesindaco a assessore al bilancio a Galli, dopo che quattro consiglieri avevano, solo pochi giorni prima, ufficializzato la loro uscita da Rinascita Campese, una delle due liste a sostegno di Lambardi.  

«Tutti sapevano, ed in primis noi che andavamo a ricoprire incarichi all’interno dell’amministrazione, che vi sarebbero stati problemi di amalgama nella maggioranza – spiega Giancarlo Galli –  non immaginavo però che i problemi più grossi me li avrebbero creati quelli del mio stesso gruppo. All’interno di Rinascita Campese si è infatti creata una frattura durante la discussione riguardante l’eventualità di rimettere le deleghe al sindaco a parte di tutti i componenti presenti in Comune. Ciò perché i quattro si lamentavano di non essere del tutto assecondati e considerati sia all’interno degli uffici che dal sindaco stesso. Tale progetto, che inizialmente poteva essere anche condivisibile ma che per come sviluppato avrebbe creato grosse difficoltà alla maggioranza e al sindaco, non ha avuto da parte mia l’assenso definitivo. Avendo il consiglio direttivo dell’associazione appoggiato la mia decisione, è da qui che è nata la loro scelta di abbandonare il gruppo».

Galli racconta come Lambardi  volesse già da tempo revocare le deleghe e la carica di assessore a Rosselba Danesi,  senza però mai andare fino in fondo. «Invece  ha deciso di farlo in gran fretta verso chi ha sempre cercato di ricambiare la fiducia concessa – attacca Galli – il sindaco, che oggi dice di non aver più fiducia in me, si deve essere scordato in un attimo, infatti, di non aver mai contestato alcunché sul mio operato, del quale veniva sempre aggiornato.  Mi è venuto il dubbio che il tutto fosse maturato nella serata di giovedì, visto che si palesava il rischio che venisse meno il numero legale nel consiglio comunale fissato per venerdì 18, dato che i quattro consiglieri appena fuoriusciti da Rinascita Campese avevano paventato di non presentarsi. La conferma l’ho avuta giovedì sera alle ore 22,30, quando sono stato convocato dai componenti del consiglio direttivo di Rinascita Campese, i quali in quell’occasione mi hanno invitato, su richiesta espressa del sindaco, a rassegnare le dimissioni».

Galli sostiene di essersi impegnato, per responsabilità,  a presentare le dimissioni, ma non prima di lunedì 21. «Venerdì 18 sapevo di non trovarmi all’Elba a causa di impegni lavorativi già fissati da tempo, ma anche perché così avrei avuto tutto il weekend per motivare degnamente questa sofferta ed imposta decisione. Nonostante ciò, appena finita la riunione, ho provato a chiamare il sindaco per comunicargli il tutto, ma non mi ha risposto e non mi ha in seguito più richiamato – spiega Galli – dato tutto ciò, per me la questione sembrava risolta, sennonché la mattina seguente, mentre ero in giro per uffici a Livorno, ho ricevuto dal sindaco un messaggio su Whatsapp con il quale mi invitava a rassegnare le dimissioni, altrimenti sarebbe stato costretto a revocarmi le deleghe. Alla mia risposta di non essere nella possibilità di potergliele inviare ha insistito affermando che gli sarebbero bastati una email o, addirittura, un messaggio dal cellulare! A quel punto mi sono rifiutato.  Non si è voluto attendere neppure tre giorni quando i cospiratori di turno ne hanno avuti oltre venti per organizzare tale vigliaccata».

Secondo Galli  questa insistenza è dovuta al fatto che, evidentemente, «ai soggetti che hanno fortemente voluto la mia “testa” e con cui avevo condiviso fino a pochi giorni prima (una ventina) scelte e soluzioni, ma anche allo stesso sindaco, tornasse comodo che io non fossi all’Elba per compiere l’affondo decisivo nei miei confronti, consumatosi nel pomeriggio di venerdì con l’affissione all’albo pretorio e reso pubblico a tutti nel Consiglio Comunale svoltosi in serata, a cui non ero presente in quanto non ancora tornato a Marina di Campo - conclude Galli - Aspetto ancora le motivazioni del sindaco: se   non vuole darle a me, almeno le dia alla cittadinanza, se non altro per quella trasparenza tanto sbandierata in campagna elettorale e che oggi sembra disintegrata. È giusto infatti che tutti i campesi vengano a conoscenza dei fatti che lo avrebbero indotto a revocarmi l’incarico. Detto ciò, io non ho nulla di cui rimproverarmi, ad eccezione del fatto di essermi fidato di alcune persone che hanno condotto una campagna di dissenso e di discredito nei miei confronti senza precedenti e, soprattutto, senza valide motivazioni. A questo punto sono felice di essere fuori da questa compagine che per circa sedici mesi non ha fatto altro che piangersi addosso, senza portare avanti alcuna iniziativa degna di nota».

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