Il dolore
«All’Elba una base fissa per il Pegaso»
La lettera dei sindaci all’assessore regionale Saccardi: «Senza spendere di più, avremmo un servizio più sicuro ed efficace»
PORTOFERRAIO. «L’elisoccorso deve avere una base sull’isola d’Elba». È una richiesta precisa quella che la conferenza elbana dei sindaci sulla sanità rivolge alla Regione Toscana per migliorare il livello e la sicurezza dei servizi sanitari all’Elba e nel resto dell’Arcipelago toscano. Non si tratta di una boutade, ma di una proposta basata su dati e necessità precise, che il sindaco di Capoliveri Ruggero Barbetti, a nome di tutti i colleghi dell’isola, ha spiegato in modo dettagliato in una lettera inviata all’assessore regionale alla sanità Stefania Saccardi, attesa nei prossimi giorni sull’isola per un confronto sulle priorità della sanità dell’isola. «Una sanità che, per essere coerente con le esigenze di una società evoluta, deve assolvere ai principi di appropriatezza dei trattamenti, adeguatezza della prestazioni, tempestività nell'erogazione dei servizi oltre che di agevole accessibilità agli stessi – si legge nella lettera – e questo, anche se è necessario che venga assicurato in tutti gli stadi della prevenzione, della cura e della riabilitazione, maggiormente deve essere salvaguardato nei casi di emergenza-urgenza».
Secondo i sindaci elbani l’isola non ha bisogno di nuove piazzole ma «ha bisogno di un elisoccorso stabile sulla nostra isola – si legge nella missiva – e questo può avvenire senza ulteriori costi ma razionalizzando il servizio toscano attuale di elisoccorso».
Il costo annuo stanziato per l'elisoccorso toscano è di 16,4 milioni di euro comprensivo di tutti gli oneri. Con la situazione attuale di tre elicotteri (di cui due elicotteri per 24 ore e un elicottero per 12 ore) si spendono meno di 15 milioni tutto compreso: canone mensile, volato, personale sanitario, servizio antincendio. L'attuale contratto prevede anche la possibilità di apertura di una quarta base con offerta ed operatore già individuati dal contratto stesso senza necessità di ulteriori gare (165.000 euro e 1.400 euro/ora volo). Il contratto scadrà alla fine del 2018 e può essere già oggi rimodulato ai fini di migliorare il servizio. La rimodulazione costituirebbe inoltre una base statistica per la revisione del nuovo contratto che si andrà a stipulare tra il 2018 ed il 2019.
L'incidente del Pegaso 2 di Grosseto, avvenuto lo scorso 26 agosto, ha secondo i sindaci messo in evidenza come l’elicottero di Grosseto sia sovradimensionato per il territorio toscano così come quello di Massa Carrara sia per dimensioni che costi. «Questa tragedia – spiega Barbetti – forse si sarebbe potuta evitare facendo ricorso a mezzi più piccoli in grado di atterrare con più agilità. Distribuendo sul territorio mezzi più piccoli ed in numero maggiore si garantirebbe un servizio più efficiente ed efficace». In questo contesto si inserisce la proposta di una base elbana.
«La presenza di una quarta base consentirà di ridurre il numero di ore di volo da parte delle singole basi poiché si ridurranno di tempi di trasferimento a vantaggio non solo dei costi ma anche dell'efficacia dell'intervento – scrivono i sindaci – se si considera di sostituire gli elicotteri attuali (AW139) di Massa Carrara e di Grosseto con elicotteri di pari potenza ma dai costi più contenuti, diventa consequenziale recuperare notevoli oneri relativi a canoni mensili e costo ore di volo. È inoltre possibile modificare l'operatività della base di Massa Carrara, chiudendo il servizio notturno attuale della stessa, recuperandone i costi, a favore di una base direttamente posizionata sull'isola d'Elba e attiva per 24 ore. Le statistiche evidenziano che il servizio notturno in tutta la regione è utilizzato per quasi tutta la sua complessità sull'isola d'Elba e nelle restanti isole dell'Arcipelago toscano».
Secondo la conferenza dei sindaci la base elbana garantirrebbe il trasferimento e la centralizzazione in "tempo reale" dei pazienti critici su tutto l'arcipelago, residenti e turisti, compresi gli appassionati di immersioni da trasportare alla camera iperbarica o presso centri specializzati.
«Tutto il territorio dell'isola d'Elba sarebbe coperto in 5 minuti di volo per qualsiasi intervento primario, utilizzando un elicottero in grado di poter atterrare in qualsiasi tipologia di terreno – aggiungono i sindaci – sarebbero coperte tutte le isole dell'arcipelago, incluse Capraia e Gorgona, entro i 20 minuti di volo previsti dalla normativa, alla stregua della la Val di Cornia e della Costa Etrusca». Tra i vantaggi elencati dai sindaci anche il collegamento con il sistema di emergenza francese (Corsica) Samu/Sécurité Civile per soccorsi in mare o altro, sempre in tempi estremamente rapidi.
«Noi elbani – concludono i sindaci – chiediamo solo che ci venga garantito il diritto alla salute come è costituzionalmente garantito. Sull'emergenza-urgenza molto si è fatto ma molto si può ancora fare. Siamo convinti che una base di elisoccorso sulla nostra isola, che durante l'estate ospita fino a 300.000 persone contemporaneamente, sarebbe un'eccellenza per il sistema sanitario regionale. Si può fare. Dobbiamo farlo: è un dovere delle istituzioni che rappresentiamo». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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