Il Tirreno

ARCHEOLOGIA

Aiuto a scavo e mosaico, fioccano i voti on line

di Cecilia Cecchi
Presentazione della campagna scavo 2015 alla mansio romana, ecco il mosaico ritrovato nel 2014 (foto Paolo Barlettani)
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Presentazione della campagna scavo 2015 alla mansio romana, ecco il mosaico ritrovato nel 2014 (foto Paolo Barlettani)

La dodicesima campagna di studio dell'Università di Siena coincide con la ricerca di nuovi finanziamenti. Attività con le scuole e continue visite (prenotazioni al frantoio dell'Azienda Tenuta di Vignale)

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PIOMBINO. Tanti i voti on line per il progetto "Interfacce" e il modo proposto e testato alla mansio romana di Vignale - dall'Università di Siena - per finanziare e promuovere l'archeologia pubblica. Un'altra declinazione di opportunità per la Val di Cornia, l'ideale per un territorio, quello di Piombino, che si sta dimostrando eccellente  per test e progetti internazionali .

Aiòn è seduto su un globo celeste, figura nuda signore del tempo e delle stagioni, divinità pagana». Così Enrico Zanini dell’Università di Siena, da sempre responsabile dello scavo alla mansio di Vignale, guida alla riscoperta dello straordinario mosaico recuperato lo scorso anno. Una quarantina di metri quadrati di tessere che lo rendono il mosaico più grande dell’epoca - I a.C. almeno oltre il V d.C. - della Toscana (e probabilmente di tutta l'Italia centrale...).


Mosaico e scavi che quest’anno sono più che mai aperti al pubblico.
Iniziata da lunedì scorso la 12ª campagna di scavo, lungo l'Aurelia. «Da sempre – ricorda Zanini – il lavoro è andato avanti con un’idea base archeologia pubblica, condivisa e sostenibile, che si finanzia attraverso una raccolta fondi, crowdfunding, e attraverso il rapporto virtuoso che si è instaurato con il territorio e le comunità vicine».

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Però ora ecco una nuova fase della ricerca, vista anche la presenza del prezioso mosaico, che coincide con un cambio di passo: la ricerca di nuovi fondi col progetto “Interfacce”, promuovendo l’idea testata a Riotorto e che può servire a un nuovo sviluppo per i beni culturali. Dunque ieri gran giornata a Riotorto. Ad inaugurata ufficialmente la campagna anche amministratori dei Comuni del territorio (per Piombino gli assessori alla cultura Paola Pellegrini e ai lavori pubblici Claudio Capuano, per Campiglia il consigliere riotortese Elisa Liberati). Presenti i 20 archeologi dell’Università che seguono lo scavo, fra i quali Elisabetta Giorgi (che aiutata da una collega ha bagnato il mosaico illuminandone i colori).

Giorgi autrice del volume a fumetti “C’era una villa romana: cinque archeostorie a fumetti da Vignale di Maremma” realizzato insieme a Massimo Panicucci per volontà dell’Associazione Cultura e Spettacolo di Riotorto. A bordo scavo pure i titolari dell’azienda agricola di Vignale e la cooperativa “fuori Schema” (d’aiuto nell’organizzazione del punto informazioni al frantoio).

È dunque possibile rivedere il mosaico, dopo la copertura effettuata con la chiusura della precedente campagna. Tant’è che viene visitato quotidianamente da moltissimi bambini e studenti. E da visitatori ormai tutt’altro che occasionali.

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«Già in questa prima settimana abbiamo ricevuto 89 bambini per visitare lo scavo e fare attività didattiche – ricorda Enrico Zanini – Il mosaico, di grandissima importanza, è capace di raccontare infatti secoli di storia. Dal periodo della villa romana, infatti, probabilmente il mosaico fu poi utilizzato per una funzione diversa, probabilmente religiosa, fornendoci informazioni sulle prime fasi della cristianizzazione. Gli scavi recenti hanno fatto emergere la presenza di alcune tombe. Siamo in presenza, probabilmente, del fenomeno conosciuto come cristianizzazione delle ville e questa è una scoperta eccezionale – aggiunge Zanini – che va a inserirsi in un contesto già molto ricco dal punto di vista archeologico, colmando un arco temporale non ancora rappresentato sul territorio. Il progetto che vogliamo portare avanti – spiega – intende coinvolgere il più possibile le comunità locali sviluppando e rafforzando un contatto diretto con le persone che vivono sul territorio, coinvolgendo la Val di Cornia, con le amministrazioni locali, ma anche Follonica e la Maremma». Da qui la partecipazione al concorso nazionale “Che fare” (www.chefare.com), elaborando un nostro progetto “Interfacce” e proponendo un modello di gestione dei beni culturali di un territorio». Al progetto 700 gli iscritti, solo 40 i selezionati. «Riotorto è al numero 17 – puntualizza Zanini – Collegandosi al sito www.bando-chefare.com, è possibile votare on line per far ottenere un punteggio maggiore in vista della selezione finale. Solo i primi tre progetti saranno finanziati, per un premio di 50mila euro». Sostegno organizzativo già dimostrato allo scavo e subito garantito al concorso dagli assessori Pellegrini e Capuano, nel ringraziare il gruppo degli archeologi per il lavoro e per l’opportunità offerta al territorio: «Il nostro voto non mancherà e sul sito del Comune – assicurano – verrà pubblicato a breve l’appello per Interfacce».
 

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