Il dolore
ATTIVITÁ ESTRATTIVE A TERMINE
di ROSSANA SOFFRITTI Valerio Fabiani come segretario del Pd, descrivendo l’idea del nostro modello di sviluppo ha ribadito un concetto che il Comune di Campiglia ha espresso negli strumenti...
di ROSSANA SOFFRITTI
Valerio Fabiani come segretario del Pd, descrivendo l’idea del nostro modello di sviluppo ha ribadito un concetto che il Comune di Campiglia ha espresso negli strumenti urbanistici approvati dalla mia amministrazione e da quella precedente guidata da Silvia Velo.
Le attività estrattive devono avere un termine e diventare presenza residuale, e i piani di coltivazione approvati devono segnare uno spartiacque tra un passato in cui le attività estrattive rappresentavano un modello di sviluppo novecentesco e un futuro in cui la difesa dell’ambiente sia un punto fermo e l’imprenditoria moderna sia basata sul riuso e riciclo dei materiali. Non per altro i sindaci hanno dato la loro linea al cda di Asiu, per andare verso una direzione che assicuri la guida pubblica alle politiche sul trattamento dei rifiuti anche speciali che esistono già sul territorio e saranno prodotti in futuro. La scelta di Caramassi come presidente non è certo un caso, perché oltre a essere grande esperto di rifiuti, condivide con noi la convinzione di dover andare con forza in questa direzione.
Questo potrà rappresentare una vera e innovativa opportunità di sviluppo sostenibile. La scelta di come l’azienda pubblica aprirà alla partecipazione di soci privati andrà fatta secondo procedure di legge per individuare partner capaci di investire in termini economici e di know how, che possano farci diventare un luogo in cui si applicano concretamente quei principi di riuso, che si trovano in tutti i piani pubblici, ma che spesso fanno fatica a essere messi in pratica.
Il futuro non è continuare a consumare bensì sviluppare tecnologie per il reimpiego dei materiali. La voce forte della politica di un territorio come il nostro dice di non lasciare al mercato la scelta dell’uso dei materiali da usare, ma di imporre negli accordi, nelle autorizzazioni, nelle pianificazioni, l’obbligo dell’uso, dove possibile, di materiali riutilizzabili. La ricerca e l’innovazione potranno attrarre risorse pubbliche che servano da catalizzatore di realtà imprenditoriali capaci di creare nuovi posti di lavoro, anche specializzati, di cui questa parte di Toscana ha molto bisogno.
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