Il Tirreno

Raid dei cinghiali, Le Sughere chiede i danni

Raid dei cinghiali, Le Sughere chiede i danni

L’azienda vinicola ha perso circa 20mila bottiglie per colpa delle scorribande degli ungulati

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RIO MARINA. Seri i danni per migliaia di euro (10mila solo di materie prime) subiti dall'azienda agricola Le Sughere del Montefico per le scorribande dei cinghiali che hanno distrutto 3 ettari di vigne. Per questo l'agronoma Giulia Spada annuncia che l’azienda «Inoltrerà la richiesta danni all'Atc di competenza, noi siamo fuori dell'area del Parco, per cui dobbiamo rivendicare i risarcimenti all’ente che si occupa delle attività venatorie. Gli ungulati, non si sa come, sono riusciti ad entrare nei nostri territori devastando tutto. E sono 3 gli ettari di vigneto danneggiati, tra il 90 ed il 100 % delle viti».

La situazione di questi animali, negli ultimi 3 anni, prosegue Spad, «fa emergere un bilancio sempre arduo da gestire. Quattro anni fa abbiamo avuto danni molto ingenti con la recinzione elettrica dei vigneti a due fil elettrici, quindi abbiamo incrementato il numero di fili arrivando a 3, e ogni recinzione è dotata di centralina autonoma per garantire massimo afflusso di corrente, anche in caso di piccole dispersioni. Con tale sistema la situazione è stata sotto controllo per 2 stagioni. L'anno scorso i recinti funzionavano benissimo, ma tre giorni prima della vendemmia diverse aziende della zona, compresa la nostra, hanno subito il furto di tutte le centraline elettriche e per tale fatto sono state fatte regolari denunce, contro ignoti, alle autorità competenti. Fortunatamente ce ne siamo accorti subito, sono state rimpiazzate le centraline e non abbiamo avuto perdite significative».

Ma quest'anno malgrado i 3 fili e le centraline nuove, tra il 5 ed l'8 settembre si sono verificate incursioni di ungulati «che in tre giorni hanno mangiato tra il 90 ed il 100% dei grappoli d'uva, questo nelle aree più sensibili – conclude Spada – I nostri appezzamenti sono tutti in collina con terrazzamenti, completamente circondati da macchia mediterranea, bosco o gariga. Tale disposizione favorisce produzioni di alta qualità, ma rende le coltivazioni molto esposte a danni da fauna selvatica a quanto pare. Ma la cosa strana è che non abbiamo trovato nessuna traccia, niente paletti rovesciati o fili elettrici fuori posto. Quindi o i cinghiali volano o sono diventati indenni alle scosse elettriche oppure c’è qualcosa che ci sfugge". L'agronoma lascia intendere che qualcosa di anomalo può essere successo e non con protagonisti i cinghiali che di centraline elettriche si intendono poco. (s.b.)

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