Il Tirreno

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«Avanti a tutta forza col cambiamento»

Cristiano Lozito
Da sinistra Carla Maestrini, Valerio Fabiani e Francesco Lolini, nella conferenza stampa di sabato
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Da sinistra Carla Maestrini, Valerio Fabiani e Francesco Lolini, nella conferenza stampa di sabato

Fabiani e gli avversari interni: «Non serve una pacificazione, abbiamo già stravinto. Sfida sull’ambiente, mai più cave in futuro»

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PIOMBINO. Una nuova pagina per il Pd, senza possibilità di fare marcia indietro. Perché stavolta il termine “innovazione” non verrà applicato solo alle politiche ma anche alle persone, e così mentre si rottama un vecchio modello di sviluppo non è concepibile che restino in sella coloro che quel modello hanno incarnato per anni e in qualche caso per decenni.

E’ un Valerio Fabiani che senza mai citare i “convitati di pietra”, Matteo Tortolini e il gruppo dirigente del Pd campigliese, va dritto per la strada intrapresa, chiudendo la porta a quella parte del Pd che a lungo ha avuto un peso decisivo nelle scelte più importanti del partito.

E che ora, dopo aver scelto l’area renziana, si trova alle prese con l’improvvisa frattura di quell’area, protagonista Maestrini che – almeno a sentire gli umori del partito piombinese – sarà seguita da gran parte di quella corrente nella nuova parte della sua avventura politica.

Scelta definitiva o puramente strategica, quella del Pd, lo diranno il tempo e le fortune dei singoli protagonisti, considerando i vari ribaltoni degli ultimi mesi.

Fatto sta che Fabiani, sabato 19 settembre in una conferenza stampa convocata per fare il punto sulla situazione politica, con al fianco i suoi vice, Carla Maestrini e Francesco Lolini, non ha risparmiato frecciate agli avversari.

«Il percorso innovativo non si fermerà – ha detto il segretario – e non c’è bisogno di alcuna pacificazione. Non si ferma il corso della storia: la spinta al cambiamento, il salto di qualità necessario in questo passaggio epocale, sono rappresentati dal consenso popolare e dal sostegno di tutto il Pd. Se qualcuno invece non vuole appoggiare il cambiamento lo dica, ma non c’è nessuna guerra all’orizzonte, perché la sfida all’innovazione è stata stravinta, e chi si è opposto l’ha strapersa. Lo dicono i risultati delle ultime elezioni regionali, e ora si va avanti».

Fabiani parla di «un passaggio decisivo per la comunità, quello delle idee e della creatività per disegnare nuovi scenari di sviluppo, che portino in cima all’agenda l’ambientalizzazione e di conseguenza il turismo e l’agricoltura». Questo, tanto per non correre rischi di cattive interpretazioni, significa ad esempio «che il cambiamento che abbiamo immaginato per la siderurgia, moderna e di qualità, troverà la stessa espressione nell’attività estrattiva. Nessun allarmismo, la stella polare resterà il lavoro e le scadenze per l’attività estrattiva sono fissate al 2018 e al 2020. Ma già ora bisogna lavorare per le alternative, produttive e occupazionali». Rassicurazioni accompagnate a un messaggio inequivocabile: «In futuro mai più cave, ma solo riuso della materia».

Se Francesco Lolini ha riportato l’attenzione su «partecipazione e competenze, parole d’ordine di un Pd che ora non ha pressioni elettorali e quindi può lavorare sui contenuti», Carla Maestrini dal canto suo ha precisato le ragioni che l’hanno portata a non aderire a “Costa cambiaverso”, lei che pure è un simbolo del movimento renziano.

«Ho spiegato giovedì pomeriggio che non avrei aderito – dice – e quindi successivamente il gruppo ha scelto Martina Pietrelli come coordinatrice. Perché ho fatto questa scelta? Perché mi sono avvicinata alla politica proprio credendo nell’esigenza del cambiamento e dell’innovazione, e grazie a queste battaglie anche il partito è cambiato. Ora non vedo più la necessità di una componente esterna, che peraltro mi pare fuori dalle aspirazioni di cambiamento del partito. Credo comunque che in questo senso, nell’articolata componente renziana, il malessere non sia certo solo mio».
 

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