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Aferpi, slitta di una settimana il confronto al ministero

Aferpi, slitta di una settimana il confronto al ministero

PIOMBINO. L’incontro a Roma tra Aferpi, sindacati e governo, previsto giovedì prossimo 24 settembre, slitterà di alcuni giorni, probabilmente al primo ottobre. Solo indiscrezioni, quelle sulla nuova...

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PIOMBINO. L’incontro a Roma tra Aferpi, sindacati e governo, previsto giovedì prossimo 24 settembre, slitterà di alcuni giorni, probabilmente al primo ottobre. Solo indiscrezioni, quelle sulla nuova data, dopo la conferma delle anticipazioni fornite da Tirreno sulle difficoltà della società algerina a partecipare all’incontro del 24 per impegni assunti in precedenza dal presidente Issad Rebrab.

Intanto, arriva una coda polemica sulle recenti affermazioni espresse dal responsabile nazionale della siderurgia Fiom, Mauro Faticanti, definite dal sindaco Massimo Giuliani «fuori luogo, in un periodo così delicato per la nostra città, dove l’unità sindacale ha rappresentato e rappresenta un valore aggiunto nell’affrontare la tenuta sociale».

«Le sue parole - sostiene il sindaco - sottovalutano il lavoro complesso svolto finora dalle istituzioni, nel raggiungimento di un accordo per il passaggio definitivo del complesso ex Lucchini nella proprietà di Aferpi e l’impegno che sarà necessario da ora in avanti per gestire il piano delle demolizioni degli impianti, delle bonifiche e dell’acquisto del primo forno elettrico. In questo la ricerca di date certe, nell’ambito del più generale cronoprogramma, è una delle richieste che anche di recente la mia amministrazione ha rinnovato alla proprietà».

Sul cosiddetto “Modello Piombino” il sindaco precisa come questo modello di concertazione si sia sviluppato «nel 2009 quando, grazie ad una felice cooperazione tra sindacati, istituzioni e azienda, si scongiurò la chiusura della Dalmine. Con questo nessuno vuole negare le questioni ancora aperte e la necessità di vigilare con attenzione sull’attuazione del complesso piano industriale presentato da Aferpi».

«Il rischio – conclude Giuliani – è che queste dichiarazioni contribuiscano all’apertura di una pericolosa frattura sul fronte sindacale, mentre invece auspico che tutti i soggetti sindacali restino uniti e proseguano nella loro preziosa opera di interlocutori costruttivi con i vari livelli istituzionali e con la nuova proprietà».

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