Il Tirreno

Tour delle provette, ancora dubbi

L’accentramento delle analisi su Livorno preoccupa sindacati e cittadini

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PIOMBINO. Tour delle provette. Non sono solo i sindacati e i partiti d’opposizione ad interrogarsi sulla qualità delle risposte e sul risparmio effettivo.

Le perplessità si rafforzano man mano che i cittadini si rivolgono ai servizi e vengono a sapere che già da qualche giorno le analisi degli esterni sono eseguite nel capoluogo. C’è chi si rivolge al Tirreno. Che ha seguito fin dagli albori il progetto, dando di conto dei vari stadi di avanzamento e delle proteste. Che, in realtà, sembrano aver sortito pochi effetti.

Gli interrogativi, però, restano. Da un lato, a Villamarina, stesso personale, stessi macchinari e stessi materiali per affrontare le urgenze e le analisi delle persone ricoverate. Dall’altro, il viaggio verso Livorno delle provette e tempi che non quagliano con la necessità di una risposta rapida come può essere necessario. O adeguata, non influenzabile dal viaggio e dal lasso di tempo che corre tra la raccolta e l’effettiva lavorazione del campione. Le urine sono tra le più delicate da questo punto di vista.

Il primo viaggio verso Livorno parte da Villamarina alle 9,30. Ma il carico è poco. Non lo è quello che si mette in strada alle 12,30, si ferma a Cecina dove si aggiungono gli altri campioni, e arriva a Livorno intorno alle 14,45. Microscopi in azione non prima delle 15,30. Quindi, se certi valori risultano preoccupanti tanto da richiedere interventi rapidi, scatta la telefonata agli operatori di Villamarina che, a quel punto, chiamano il medico di base. Sarà lui a rintracciare il paziente e convogliarlo in ospedale. Ad esempio per essere sottoposto ad una trasfusione che potrà iniziare solo dopo molte ore dall’esecuzione del prelievo. Idem per la glicemia e il correttivo immediato da introdurre nella terapia insulinica.

Questo genere di rischio è più alto nei «pacchetti» di esami in cui i test sono numerosi. Perchè le analisi di emergenza sono eseguite direttamente a Villamarina. Idem, i controlli a cui devono essere sottoposti molto frequentemente i pazienti in terapia anticoagulante. Come la lettrice Grazia Giannotti che ha un quadro clinico complicato e necessita fin troppo spesso anche di altre analisi con esiti praticamente “in diretta”. Il suo disappunto nasce dal fatto di avere appreso la notizia esclusivamente dai giornali, «senza che noi pazienti, sopratutto quelli legati in maniera periodica ad un certo tipo di analisi, potessimo essere coinvolti in maniera diretta nei processi di riorganizzazione».(v.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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