Il Tirreno

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Primo sciopero dell’era Cevital-Aferpi

Alessandro De Gregorio
Un'immagine dello stabilimento Aferpi (foto Paolo Barlettani)
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Un'immagine dello stabilimento Aferpi (foto Paolo Barlettani)

Un'ora di stop a fine turno. I sindacati chiedono chiarezza e sicurezza. Faticanti (Fiom): «Troppi ritardi»

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PIOMBINO. Un’ora a fine turno. E’ il primo sciopero dell’era Cevital-Aferpi quello proclamato per venerdì 18 dai sindacati nello stabilimento ex Lucchini. Uno sciopero che arriva in un momento particolare: tra la notizia choc delle dimissioni del direttore generale Adriano Zambon, il presidio di protesta alla rotonda della Sol, l’ultimo infortunio (per fortuna non grave) di ieri notte da una parte; e, dall’altra, le rassicurazioni dell’azienda sul rispetto degli impegni e dei tempi, ma soprattutto l’incontro al ministero dello Sviluppo economico in programma la prossima settimana.

Un’ora di sciopero che, sulla carta, sembra poca cosa, ma che potrebbe essere percepito in modo amplificato dalla nuova proprietà algerina mentre la stessa e gli stessi sindacati stanno cercando un equilibrio insieme alle istituzioni.

La prua avanti ieri l’ha messa Mauro Faticanti (Fiom nazionale) con un duro post sulla propria bacheca Facebook: «Nonostante le cortine fumogene alzate dall’Algeria e veicolate da un consigliere regionale pochi giorni fa per cui è tutto a posto, domani (oggi, ndr)un’ora di sciopero alla Cevital-Lucchini di Piombino. Il 24 incontro di verifica dell’accordo al Mise, 25 assemblee con i lavoratori per richiamare Aferpi al rispetto degli impegni presi e per decidere le iniziative da prendere. Il “modello Piombino” è (servito) e durato l’arco di una campagna elettorale regionale».

«La situazione non si smuove - dice al telefono Faticanti - Giugno e luglio sono passati, siamo a fine settembre e siamo ancora in attesa dell’ordine del primo forno elettrico, le bonifiche non sono ancora partite. Siamo in ritardo come minimo di quattro mesi sui tempi annunciati. E siamo già al terzo infortunio. Come non essere preoccupati?».

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Quindi il comunicato ufficiale siglato da Rsu Aferpi e segreterie Fim/Fiom/Uilm: «Abbiamo temuto e rischiato, per lunghi anni, di veder morire il polo industriale piombinese che è stato la fonte economica primaria per decine di migliaia di famiglie nel comprensorio. Noi pensiamo che il piano industriale Cevital debba essere interamente realizzato perché è essenziale per il futuro di Piombino. Gli atti formali concreti conquistati dai lavoratori e da tutto il tessuto sociale del comprensorio sono stati siglati a Palazzo Chigi e nelle sedi istituzionali a garanzia di tutti i progetti che saranno realizzati. Oggi dobbiamo pretendere la certezza sui tempi. Abbiamo chiesto e ottenuto un incontro al Mise con i nostri nazionali, per verificare e fare il punto dei programmi che, come dichiarato sulla stampa recentemente dall’amministratore delegato di Aferpi (Farid Tidjani, ndr), dovrebbero essere in procinto di avviamento. Non sarebbe una soddisfazione, ma sicuramente inevitabile, una mobilitazione con manifestazione comprensoriale, qualora non avessimo conferme il 24 settembre in sede ministeriale. Ribadiamo la necessità di risolvere con Aferpi alcune questioni che riguardano voci della busta paga e alzare il numero degli occupati, allargando la solidarietà».

«Non abbasseremo mai la guardia sulla sicurezza - prosegue il comunicato - Abbiamo chiesto un incontro, in sede aziendale al presidente di Aferpi (Issad Rebrab, ndr), anche perché allarmati da più infortuni, l’ultimo questa notte, avvenuti in stabilimento. Siamo consapevoli che, in attesa della realizzazione dei progetti, saremo chiamati a fare sacrifici e a utilizzare gli ammortizzatori sociali, ma l’incolumità dei lavoratori non ha prezzo. Le Rsu Lucchini chiedono un forte intervento di sensibilizzazione, da parte di Aferpi, che ricordi alla struttura di controllo che la sicurezza e la dignità dei lavoratori deve essere al primo posto».

Venerdì 18 settembre dunque sciopero in tutto lo stabilimento di un’ora a fine di ogni turno.

Interviene anche Mirko Lami, della segreteria regionale Cgil: «Per la Ccgil Toscana è un segnale importante che il sindacato intende lanciare all’azienda e tutto ciò che ci circonda. Ciò sta a dimostrare che il sindacato non abbassa la guardia. A chi diceva che non si poteva scioperare - aggiunge Lami - perché abbiamo firmato un accordo che toglieva gli scioperi fino a quando Aferpi non risultasse attiva, questa è la miglior risposta».
 

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