Il Tirreno

Incendio nel porticciolo di Carbonifera

Alessandro De Gregorio
Una delle barche distrutte dalle fiamme (foto Paolo Barlettani)
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Una delle barche distrutte dalle fiamme (foto Paolo Barlettani)

Cinque barche distrutte, allarme per l'inquinamento

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PIOMBINO. Cinque barche distrutte (quattro di esse affondate) a causa di un incendio avvenuto giovedì 17 mattina all’alba nel porto canale di Carbonifera. Danni per decine di migliaia di euro e allarme ambientale per lo sversamento di olio e carburante contenuti nelle stesse imbarcazioni andate a fondo.

Per contenere l’inquinamento sono state già disposte panne assorbenti all’imboccatura del canale da parte della Permare. Si tende a escludere l’ipotesi dolosa.

La polizia ha visionato a lungo le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza del circolo nautico e in quei filmati non si vedono persone armeggiare intorno agli ormeggi. L’incendio è scoppiato intorno alle 6,15, preceduto da un’esplosione secondo la testimonianza di una donna che, svegliata di soprassalto da quel rumore, ha lanciato l’allarme.

Stando anche ai filmati, le fiamme sono partite dalla poppa di una delle cinque imbarcazioni, un natante di circa sette metri. Dalla poppa, quindi da uno dei motori fuoribordo. A generare la scintilla potrebbe essere stato un cortocircuito, ma su questo è in corso un’indagine dei vigili del fuoco. Certo è che il fuoco ha avvolto la prima imbarcazione e poi si è propagato a quelle ormeggiate accanto. Tutti natanti in vetroresina di cinque, sei, sette metri. Quattro di essi sono affondati quasi subito. Una sola è rimasta a galla, ma carbonizzata.

Sul posto sono arrivate squadre di pompieri sia da Piombino che da Follonica, poi pattuglie di polizia e carabinieri, della guardia costiera, della polizia provinciale. Essendo quest'ultima competente (demanio fluviale), è stata la polizia provinciale a condurre gli accertamenti. Sul posto anche tecnici di Arpat.

Per prima cosa sono state installate le panne in modo da assorbire le sostanze inquinanti e contenerle il più possibile. Ai responsabili del Circolo nautico Carbonifera è stato poi ordinato di recuperare i relitti. Nel frattempo la polizia ha rintracciato i proprietari dei natanti distrutti.

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