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il pd di rio marina a silvia velo

«Il Parco resti vigilato o i rischi aumentano»

«Il Parco resti vigilato o i rischi aumentano»

RIO MARINA. Un appello del circolo Pd di Rio Marina e Cavo al sottosegretario all’ambiente, Silvia Velo perché non sia sospeso il servizio di vigilanza e manutenzione delle aree ex minerarie....

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RIO MARINA. Un appello del circolo Pd di Rio Marina e Cavo al sottosegretario all’ambiente, Silvia Velo perché non sia sospeso il servizio di vigilanza e manutenzione delle aree ex minerarie. «Chiediamo il tuo autorevole intervento – scrive il Pd di Rio Marina e Cavo – affinché come deputata perori la nostra causa». È un territorio vasto, nel versante orientale dell’isola, qualcosa come 1.700 ettari di aree coltivate a ferro, pervenute allo Stato attraverso espropri effettuati a danno dei proprietari locali. «Ci riferiamo a un sito interamente compreso fra le aree protette del Parco nazionale e fortemente manomesso dalle varie società concessionarie. Dagli anni Ottanta, in altre parole dalla chiusura delle miniere, il Demanio non ha fatto nulla, o quasi, per risolvere le criticità presenti sui vari siti».

Si fa riferimento all’inquinamento chimico dello stabilimento a ridosso dell’abitato di Rio Marina, alle numerose frane che si sono verificate dopo gli acquazzoni e fossi tracimati con allegamenti nel centro abitato, senza contare l’inquinamento delle tratto costiero dove i fossi scaricano a mare.

«In questi anni la vendita di vari fabbricati ha portato nelle casse del Ministero delle Finanze oltre 4 milioni di euro, più i vari canoni concessori, nonché gli altri immobili che si apprestano a vendere, a fronte di una spesa per la guardiania pari a 190mila euro/anno, Iva compresa. Con il federalismo demaniale è in via di definizione il passaggio al Comune di Rio Marina di immobili che, tranne modeste eccezioni, sono già a uso pubblico: strutture del Parco minerario (Palazzo del Burò, Laveria del Bacino e Anfiteatro), il Centro Giovani, la Casa Parrocchiale, i Voltoni degli Spiazzi, alcuni parcheggi e vie interne all’abitato e qualcos'altro». Ora il problema più grosso è rappresentato dai terreni incustoditi. Sono luoghi a rischio per tutti coloro che, senza l'accompagnamento, di guide autorizzate visiteranno i vecchi cantieri di escavazione all'oscuro dei pericoli che li attendono. Si possono verificare smottamenti, cedimenti di scarpate, pericoli negli accessi alle gallerie e nei fabbricati industriali oramai ruderi fatiscenti, senza accennare agli innumerevoli "laghetti" che sono stagni inquinati dai metalli pesanti portati dalle acque piovane. «Inoltre le aree diverranno preda dei cercatori di minerali da collezione. Manifestiamo perciò la necessità che dal prossimo primo ottobre il compendio minerario continui a essere vigilato e salvaguardato. Per questo – conclude - contiamo su una tua azione concertata con tutti i soggetti istituzionali interessati, dal Comune di Rio Marina alla Regione Toscana, passando per il parco e la Provincia di Livorno».

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