Sicurezza
«Il sindaco Lambardi dovrebbe dimettersi»
Dura nota di Progetto per Campo dopo la spaccatura in seno al gruppo Rinascita Campese
CAMPO NELL’ELBA. Dimissioni del sindaco e dell’intera giunta. A chiederle è Vanno Segnini, ex primo cittadino campese e attualmente capogruppo di ‘Nuovo Progetto per Campo’, alla luce degli sviluppi che si sono avuti nelle ultime ore caratterizzate dal ritiro da parte di quattro consiglieri (uno è anche assessore) dell’adesione a ‘Rinascita Campese’, movimento civico nato in occasione delle amministrative 2014 a sostegno di Lorenzo Lambardi. Una spaccatura che sposta l’ago della bilancia della maggioranza Lambardi più a sinistra. Con Rinascita Campese, anima più moderata della maggioranza, resta ad oggi il solo vice sindaco Giancarlo Galli. Quali i motivi del ritiro dell’adesione? «Insanabili divergenze politiche», hanno spiegato i consiglieri che tuttavia hanno fatto sapere di «voler continuare in seno alla maggioranza l'impegno amministrativo, per raggiungere gli obiettivi sanciti dal programma elettorale».
La minoranza a questo gioco non ci sta e sottolinea: «Questo comportamento tradotto dal politichese significherebbe: ‘Noi non siamo d'accordo. Rompiamo, di fatto, gli accordi preelettorali e la coalizione di maggioranza, ma restiamo ben saldi alle nostre poltrone». E continua il gruppo a cui appartiene Vanno Segnini: «Noi riteniamo che per governare una comunità sia necessario, prima di tutto, la serenità e l'unione di intenti. L'eccessiva litigiosità e le divisioni in seno alla maggioranza, che hanno raggiunto il culmine con il documento pubblico dei quattro consiglieri, hanno ostacolato la buona amministrazione di un Comune, già molto complesso da governare. Gli scarsi risultati finora raggiunti da questa giunta – dice la minoranza - sono anche indubbiamente figli di quelle divisioni e dei conflitti interni che hanno caratterizzato, fin dall'inizio, il governo di Campo. Niente accomuna le due anime di questo Giano Bifronte che è la maggioranza campese se non la bramosia di potere. E non è passato molto tempo perché i nodi siano arrivati al pettine. Governare in queste condizioni, solo per il mantenimento del potere, in assenza di qualsiasi unione d’intenti e convergenze di vedute, vuol dire governare male».
«E del malgoverno dovranno rispondere all’intera Comunità campese, che deve rappresentare – conclude Vanno Segnini - l’unico vero riferimento del sindaco e dell’intero Consiglio comunale».
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