Il dolore
Soldi e scuse, l’ex professore patteggia
Due anni per violenza sessuale aggravata su otto minorenni. L’insegnante era stato arrestato a scuola e poi radiato
PIOMBINO. Una lunga lettera di scuse inviata a ognuno degli otto studenti molestati e un assegno come risarcimento del danno subito.
Sono queste le due mosse che hanno permesso all’ormai ex docente di enogastronomia dell’istituto Einaudi di Piombino, accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti degli alunni, di poter patteggiare due anni davanti al giudice per l’udienza preliminare Antonio Pirato dopo il consenso arrivato dal pubblico ministero Fiorenza Marrara. La lettura del dispositivo è arrivata a distanza di diciotto mesi dal blitz della polizia a scuola.
Era il maggio del 2014 infatti quando quattro agenti, a bordo di due volanti, arrivarono all’istituto.
Gli agenti entrarono portando via con loro il professore, 42 anni, origini siciliane ma da anni in Toscana, tra Piombino e Rosignano.
Da quel giorno è iniziato un lungo lavoro di verifica delle denunce dei ragazzi che, durante l’incidente probatorio, hanno confermato quanto raccontato in una prima fase.
«Una delle ragazzine - spiega chi ha indagato - ha raccontato di essere stata palpeggiata dal professore e per reazione, trovandosi con una padella in mano nel momento della molestia, lo ha colpito su un ginocchio».
Di episodi simili, agli atti, ce ne sono molti, la maggior parte dei quali consumati all’interno dell’hotel Phalesia dove si tenevano le lezioni del docente.
Addirittura gli investigatori hanno raccolto anche la testimonianza di una ex studentessa, ora maggiorenne, che ha raccontato in lacrime come certe cattive abitudini fossero una consuetudine anche quando, anni prima, era stata alunna dell’indagato.
Al termine della prima udienza dell’incidente probatorio, l’estate scorsa, lo stesso giudice aveva affidato al dottor Enrico Malotti, 59 anni, responsabile del servizio psichiatrico diagnosi e cura dell’Asl 6, l’incarico di tratteggiare la personalità del professore e verificarne la capacità di intendere e di volere.
Il risultato della consulenza, durata quattro mesi, è stato che il professore fosse «parzialmente capace di intendere e volere».
Un’altra attenuante di cui hanno tenuto conto sia il giudice che il pm nel conteggiare la pena finale.
Ma un’altra condanna, seppure amministrativa, nei confronti del docente era già arrivata dalla commissione costituita ad hoc dal provveditore agli studi che ha concluso il suo iter nell’autunno dello scorso anno.
Il docente, in quella sede, è stato giudicato «non idoneo all’insegnamento» e per questo radiato per sempre dal mondo della scuola.
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