Sicurezza
Via al campeggio dei cassintegrati
Oggi alla rotonda della Sol comincia il presidio non stop dei lavoratori. Ecco le loro richieste
PIOMBINO. Ne hanno già messe in scena di proteste particolari alla rotonda della Sol. Scioperi della fame, presidi con costumi da schiavi in catene, eccetera. Oggi alle 18 i lavoratori della cosiddetta “Minoranza sindacale” tornano all’ingresso della città con un presidio non stop fino alla mezzanotte di venerdì, denominato “Camping Cig”. Ovvero «il campeggio dei cassintegrati, dei disoccupati, dei giovani che un lavoro non lo hanno mai avuto. Sarà un luogo simbolo per dimostrare che coloro i quali riscuotono, quando va bene, 800 euro al mese si possono permettere solo le ferie in mezzo a una strada».
I promotori invitano tutti i lavoratori a partecipare «portando la tuta da lavoro, che sarà esposta, per dire che vogliamo indossare di nuovo quelle tute, tornando al lavoro. Invitiamo commercianti e artigiani a fare altrettanto, in nome del comune interesse per il futuro del territorio. Invitiamo altresì tutta la comunità e i sindacati a unirsi alla nostra iniziativa».
In una lettera aperta rivolta anche al presidente del consiglio Matteo Renzi, a quello della Regione Enrico Rossi e al sindaco Massimo Giuliani, i promotori spiegano di essere «un gruppo di lavoratori delle industrie di Piombino e dell’indotto, alcuni in cassa integrazione, altri in mobilità e altri ancora in contratto di solidarietà o licenziati. Siamo fortemente preoccupati per ciò che sta avvenendo nel nostro territorio in cui il “modello Piombino” sembra, a oggi, non risolvere i gravi disagi sociali ed economici. Si prospetta un piano industriale lacunoso e di difficile realizzazione, sottoposto alle decisioni del gruppo Cevital. E’ logico attenderci anni di Cig o, peggio, di assenza totale di reddito e garanzia del lavoro solo per poco tempo, magari di fronte a un salario ridotto al minimo e a ritmi di lavoro sempre più stressanti. In queste condizioni il nostro territorio rischia di esplodere».
I lavoratori chiedono, per le prossime assunzioni, «il rientro in fabbrica dei lavoratori monoreddito, con figli a carico, con mutuo o prestiti da onorare. Occorre poi un piano straordinario di sostegno economico che innalzi del 20-30 % le misere buste paga dei cassintegrati e di chi è in mobilità. Va ripristinato anche il contributo regionale del 15% che implementava i salari dei lavoratori in cds: ricordiamo tutti le promesse del presidente Rossi. Vanno approvate anche misure di aiuto, non simbolico, per i lavoratori già licenziati».
Inoltre, «è indispensabile una soluzione per permettere l’erogazione immediata del Tfr ai lavoratori che ne hanno diritto. Queste somme sono l’unico salvagente di fronte a un lungo periodo di Cig. Devono essere rispettati i tempi delle bonifiche, degli investimenti per la parte siderurgica e per quella agroindustriale. Il 6 novembre 2016 deve essere la data ultima di rientro al lavoro per tutti, lavoratori diretti e dell’indotto, facendo cessare definitivamente la Cig».
E ancora: «Se gli investimenti non proseguissero come concordato il governo dovrà riprendere in mano la situazione e costruire soluzioni alternative. Occorre poi che sia approvato un piano straordinario relativo alla sicurezza dei lavoratori per evitare che l’efficientamento si trasformi in tragedie sul lavoro, che Piombino ha già conosciuto. La trasparenza e la partecipazione dell’intera comunità al processo di rinascita industriale sono valori imprescindibil , per questo occorre che ogni 2-3 mesi le istituzioni organizzino un confronto pubblico per fare il punto della situazione. A questo scopo è prioritaria la convocazione del consiglio comunale aperto, chiesto dalle associazioni Restiamo Umani, Ruggero Toffolutti contro le morti sul lavoro, Lavoro Salute Dignità e Legambiente, su cui il sindaco di Piombino si è pubblicamente impegnato».
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