La manifestazione
Nube, puzza e timori dopo l’incendio (ormai spento)
A fuoco per autocombustione solo resti di potature del verde nella discarica. Arpat, Comune e Asiu escludono qualunque rischio per la salute dei cittadini
PIOMBINO. Non c’è più niente che brucia in discarica. Il lavoro di bonifica di pompieri e operatori Asiu è proseguito tutta la notte e fino alle prime ore del 13 settembre. Poi, per concludere, anche un po' di pioggia.
Dai vigili del fuoco all'Asiu la conferma che le fiamme di sono sprigionate per autocombustione che avviene quando i raggi del sole sono molto caldi e materiale infiammabile (proprio come erba e foglie secche,paglia o segatura) s’incendia da sé.
Finalmente la parola fine su preoccupazione e timori di una città.
Nube fitta, puzza, paura d’inquinamento e di danni alla salute. In tanti si sono persino svegliati perché non riuscivano più neanche a respirare. Social come unico riferimento notturno di tanti cittadini preoccupati per l’incendio a ridosso della discarica di Colmata.
L’allarme intorno alle 15,30 dell'11 settembre. A fuoco (come avrebbero assicurato in serata in Asiu) sfalci di potature stoccati in fondo all’impianto: qui qualcosa come 4mila tonnellate di ramaglie triturate, del tutto separate dal resto della discarica. Intorno una ventina di metri di terra battuta, poi il muro oltre il quale si trovano altre aree destinate a legname o materiale differenziato non inquinante. Operatori Asiu e pompieri a lavoro per ore, per risolvere il problema.
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Spente le fiamme in superficie solo il personale Asiu a presidiare. Il sopralluogo Arpat esclude da subito problemi per la salute pubblica. La discarica resta lontana anche se il fuoco (partito per autocombustione), sotto i cumuli c’è ancora. La colonna di fumo invade tutto il golfo e la puzza abbraccia la città dal Gagno a Villamarina: in tanti denunciano di sentire “come l’odore della plastica che brucia”.
All’ingresso in Colmata, anche il 12 settembre, continui viaggi degli operatori Asiu a ricaricare la cisterna per tornare nell’area dell’incendio, dove sono impegnati insieme ai pompieri. Qui l’assessore all’ambiente Marco Chiarei e, per Asiu, del consiglio di amministrazione, Carlo Olmo con Giuseppe Tabani.
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«L’intervento è stato tempestivo – dice Chiarei – Grazie agli operatori Asiu e ai vigili del fuoco la situazione è stata sotto controllo nell’immediato. La fitta nebbia? Materiale organico, Arpat ha escluso subito che ci fosse rischio per la salute. Né c'è mai stato il timore che venissero interessati materiali pericolosi. Niente è stato sottovalutato da nessuno. E chi crea allarmismo – aggiunge l’assessore – non passerà inosservato. Il disagio purtroppo si protrarrà. In queste ore i cumuli vengono gradualmente aperti e sparsi sul terreno in modo che lo spegnimento e il raffreddamento con acqua sia più efficace». Olmo si limita a specificare che «il fumo è solo vapore acqueo...». «Qui stoccate – interviene Tabani – migliaia di tonnellate dalle potature di viali, strade abitazioni civili dalla Val di Cornia e da Castagneto: ne è stata interessata solo una parte».
«Spero – riprende Chiarei – che possa terminare la ridda di insulti, insinuazioni e, ancor più grave, dolosa disinformazione su questa vicenda».
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