Attenzione
Come visitare mura e torre
PIOMBINO. Prosegue, fino al 27 settembre, l’apertura del Rivellino (nella foto), della torre e del posto di guardia. Una bella occasione per apprezzare uno degli edifici storici della nostra città,...
PIOMBINO. Prosegue, fino al 27 settembre, l’apertura del Rivellino (nella foto), della torre e del posto di guardia. Una bella occasione per apprezzare uno degli edifici storici della nostra città, negli ultimi anni di nuovo fruibile a tutti. Antica struttura costruita nel 1447 per volere di Rinaldo Orsini, marito di Caterina Appiani, si trova adiacente all’antica Porta a Terra, edificata nel 1212. Di forma semicircolare, il Rivellino viene inserito nel contesto delle antiche mura, a rafforzare il sistema difensivo. Fu di fondamentale importanza per la città in due momenti storici particolari, nel 1448 quando Alfonso d’Aragona tentò l'assedio e nel 1555 in occasione dell’attacco dei Turchi.
In entrambi i casi l’edificio fu decisivo nel respingere i nemici. Con un biglietto di due euro si può quindi salire sul camminamento e ammirare il centro cittadino da un insolito punto di vista. Si accede poi alla torre, per visitare i due livelli, una stretta scala a chiocciola permette infatti di arrivare alla finestra della torre, dove il panorama è veramente unico. Di fronte corso Vittorio Emanuele II e sullo sfondo il palazzo comunale; si riesce anche a vedere il mare e l’Isola d’Elba, una vera cartolina da immortalare con uno scatto. Un volto turistico e culturale di Piombino, che offre al pubblico i suoi monumenti e i musei restaurati, per dare la possibilità a chi viene da lontano, di conoscere la storia locale.
È da fine luglio che, all’interno, si possono vedere delle grandi sculture in bronzo derivate dall’abilità e creatività di tre artisti, Enzo Scatragli, Onofrio Pepe e Pietro Bertelli. Pur sembrando curioso, questo tipo di abbinamento, in realtà l’arte contemporanea si sposa perfettamente con le antiche mura del Rivellino, creando una simbiosi tra storia antica e scultura moderna.
Barbara Noferi
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