Il Tirreno

Vandali senza sosta in via dell’Arsenale

Nuovi danni, l’assessore Capuano si arrende: «Fallito l’esperimento dell’orario prolungato»

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PIOMBINO. Non c’è pace per i bagni pubblici in via dell’Arsenale, presi di mira dai vandali. Si rinnovano infatti quasi quotidianamente episodi di inciviltà che penalizzano un servizio pubblico in pieno centro.

I problemi sono iniziati con il cambio di orario per il periodo estivo. Se in inverno l’apertura era di sei ore, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19, da fine giugno è stata prolungata dalle 10 alle 22. Peccato che per le dipendenti della Cooperativa sociale giovanile, che gestisce il servizio, l’orario di lavoro non sia cambiato: sei ore lavoravano in inverno, sei ore hanno lavorato in estate, con una presenza ai bagni di via dell’Arsenale dalle 10 alle 12 e dalle 18 alle 22. Per il resto del tempo il bagno è rimasto, e rimane tuttora (l’orario dovrebbe cambiare nei prossimi giorni), incustodito, esposto al barbaro divertimento.

L’ultimo danno risale a due giorni fa: qualcuno è entrato in una delle due toilette per disabili (l’altra è guasta da anni per pesanti problemi di umidità) e ha spaccato il miscelatore dell’acqua del lavello. Pazienza, ci sarà un lavandino anche fuori dal bagno. In effetti ce ne sono due, ma entrambi sono fuori uso da luglio, dal giorno in cui altri vandali, o magari gli stessi, ne hanno staccato le pedaline. Ieri mattina un operaio del Comune è intervenuto per chiudere l’acqua che zampillava dal miscelatore rotto, mentre alle dipendenti della cooperativa non resta che di indirizzare per il momento gli avventori di genere maschile ai lavandini presenti nella parte della struttura riservata alle donne. Ai danni registrati nei bagni di via dell’Arsenale vanno aggiunti in questi mesi estivi appendiabiti rotti, contenitori del sapone scardinati, specchi rubati, scritte, spesso offensive, su pareti e porte.

Prolungare l’orario di apertura, in parte privo di sorveglianza, era stata una scelta dell’amministrazione che l’assessore ai lavori pubblici, Claudio Capuano, aveva definito «esperimento nell’ottica del risparmio».

«Esperimento fallito – afferma ora Capuano – Abbiamo visto come effettivamente sia dannoso lasciare la struttura incustodita. Non è possibile continuare a spendere soldi a causa di gente che si diverte a spaccare ogni cosa. Quanto rotto verrà aggiustato, ma in generale dobbiamo ripensare il quadro dei bagni pubblici, che devono essere efficienti, puliti e sorvegliati. Al momento non lo sono, e gli atti di vandalismo ci costano troppo».

Francesca Lenzi

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