Toscana
«Lo Stato pensa a fare cassa ma danneggia la comunità»
RIO MARINA. Lo stop alla convenzione per la manutenzione, vigilanza e guardiania delle aree minerarie fa infuriare il Comune. L’amministrazione guidata dal sindaco Renzo Galli ha risposto in modo...
RIO MARINA. Lo stop alla convenzione per la manutenzione, vigilanza e guardiania delle aree minerarie fa infuriare il Comune. L’amministrazione guidata dal sindaco Renzo Galli ha risposto in modo duro alla nota inviata a fine luglio dall’Agenzia del Demanio, con la quale l’ente ha fatto sapere di non rinnovare il contratto, del valore di circa 190.000 euro, che viene in parte girato dal Comune al Parco minerario dell’Isola d’Elba, partecipata comunale, che esegue una parte delle prestazioni. «Come compensazione indiretta, l’Agenzia, a oltre 18 mesi dalla richiesta, ha espresso parere favorevole alla devoluzione di una serie d’immobili posti in località Topinetti, Cala Seregola e Le Fornacelle, tutti nel perimetro del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano, che l’attuale Piano del Parco, vietando cambi di destinazione d'uso e carichi antropici, non ne consente allo stato la valorizzazione», spiegano dal Comune di Rio Marina.
In compenso l’Agenzia ha già provveduto a cadere sul mercato alcuni pezzi pregiati del compendio minerario, quali la villa del Direttore, il Dormentorio, l’Officina San Jacopo e si accinge ora a cedere la Casa del Delegato o Villa Pons de l'Hérault.
Il Comune di Rio Marina ha replicato alla comunicazione demaniale con una lettera indirizzata anche al presidente della Regione e al presidente del Parco con la quale respinge l'iniziativa dell'Agenzia. Copia della lettera è stata inoltrata anche alla presidenza del Consiglio dei Ministri. «Non è certamente con l’assegnazione (tardiva) di alcune aree - afferma l'amministrazione riese - che si può ripagare il dissesto di un territorio, abbandonato dopo altisonanti protocolli sottoscritti da tutti i soggetti interessati e finiti nel degrado totale delle strutture ex minerarie, fonte di decadimento e di pericolo per l'incolumità pubblica. Non potete pensare di trascurare i vostri doveri di proprietari. Tutto questo senza voler considerare che una parte delle aree, che rimarranno di proprietà demaniale, sono interessate da duplice inquinamento, da metalli pesanti portati dal ruscellamento a valle dei residui minerari e da rifiuti solidi urbani per una discarica realizzata negli anni '90 dal commissario ad acta della Regione Toscana e poi abbandonata, che si trova nell'area del Puppaio in località Rio Albano, messa in sicurezza a cura e spese del Comune di Rio Marina, con il sostegno della Regione Toscana, e di cui il comune ha avviato le procedure di ripristino ambientale».
Secondo la giunta Galli il Demanio si è limitato a vendere le aree e i fabbricati di maggior pregio, «non curando il resto e anzi lasciandolo al dissesto e al degrado, perché ciò vorrebbe dire adottare, in altro modo, una strategia di sfruttamento a danno delle comunità locali, similmente a quanto avvenuto in passato». L’amministrazione comunale di Rio Marina, che ha coinvolto sulla questione non solo la Regione, «dalla quale si attende una risposta forte, ma anche il Ministero dell'Ambiente». Il Comune è determinato a condurre una battaglia, anche avvalendosi del potere d'ordinanza, per impedire una seconda volta l'abbandono al dissesto delle aree minerarie».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google