Il dolore
Chiusi i quattro bagni pubblici automatici
PIOMBINO. Definitivamente chiusi i quattro bagni pubblici automatici in Piombino. La scelta, per l’amministrazione comunale, è stata obbligata. E così piazza della Lega, piazza Dante, parco 8 Marzo e...
PIOMBINO. Definitivamente chiusi i quattro bagni pubblici automatici in Piombino. La scelta, per l’amministrazione comunale, è stata obbligata. E così piazza della Lega, piazza Dante, parco 8 Marzo e Riotorto non hanno più i servizi igienici automatici a pagamento. «Abbiamo deciso di chiuderli – spiega l’assessore Claudio Capuano – perché non avevamo più le finanze per occuparci della manutenzione. Erano molto costosi e non venivano utilizzati». I bagni pubblici a Piombino sono 14. Quattro sono automatici, gli altri sono normali strutture, alcune delle quali date in gestione per l’apertura e la pulizia alla Cooperativa sociale giovanile di lavoro. Otto sono aperti solo in estate e si trovano in via dell’Arsenale, viale del Popolo, Salivoli, Carbonifera, Baratti (due), Costa est, Poggetto. Questi non hanno personale, tranne i servizi in via dell’Arsenale. I bagni pubblici in piazza Costituzione e quelli all’Orto dei frati invece sono aperti tutto l’anno nell’orario dei giardini. Anche qui non ci sono custodi. «Ho chiesto un incontro con gli uffici competenti – annuncia l’assessore – perché nel 2016 la gestione dei bagni pubblici dovrà essere più razionale. Abbiamo visto che i servizi igienici che stanno aperti solo in estate sono utili ma, essendo privi di controlli, sono continuamente oggetto di atti vandalici, come è accaduto in questi giorni in via dell’Arsenale».
Durante l’incontro tecnico, Capuano proporrà due soluzioni da valutare insieme agli uffici: «Sono dell’idea che i bagni automatici che abbiamo adesso vadano tolti tutti. L’immagine che danno è quella di una città sciatta. In alcune grandi città, anche d’arte, sono stati installati servizi igienici adeguati al contesto, dotati di un sistema di pulizia e disinfezione all’avanguardia. Potremmo pensare di metterne uno anche qui. Costano tra i 15 e i 20mila euro. Non si tratta di una grande cifra, ma per il momento non possiamo spenderla. Per gli altri servizi igienici pubblici stavo pensando ad una convenzione con imprenditori privati. Una sorta di “adozione” del bagno. Tutte ipotesi da valutare con gli uffici. Rimane in ogni caso un obiettivo per il 2016: dotare la città di bagni pubblici utili, decorosi e soprattutto controllati».
Francesca Barone
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