Il Tirreno

Aferpi, Tidjani rassicura sui progetti annunciati

Aferpi, Tidjani rassicura sui progetti annunciati

Sull’addio di Zambon ultima parola a Rebrab. Per bonifiche e forno elettrico lo scontro tra direttore e Ad. Che fa sapere: nulla cambia nei nostri piani

2 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. L’addio del direttore generale di Aferpi, Adriano Zambon, sembra ormai conclamato anche se l’ultima parola spetterà al presidente di Cevital, Issad Rebrab.

Il quale difficilmente sconfesserà il suo braccio destro Farid Tidjani, nonostante varie pressioni, anche in ambito governativo, siano arrivate al patron algerino per tentare di ricucire il rapporto con Zambon, il cui approdo in Aferpi era stato salutato a Roma come garanzia di una guida esperta e sicura nel progetto teso a riportare la produzione di acciaio a Piombino.

L’amministratore delegato Farid Tidjani ieri ha rassicurato istituzioni e sindacati ricordando di aver già riassunto 1080 lavoratori in Aferpi, e annunciando che qualsiasi sia la decisione finale di Rebrab, nulla cambierà nei tempi e nei modi finalizzati a dar corpo ai progetti del gruppo algerino legati alle bonifiche e all’acquisto del forno elettrico, i temi su cui si è arrivati allo scontro con Zambon.

Che, in particolare sulle bonifiche, non avrebbe concordato sull’ipotesi di affidare l’intervento a un consorzio guidato da un’azienda novarese, con la partecipazione anche della piombinese Bertocci.

Il sindacato dal canto suo ovviamente non si esprime sulla contesa: del resto Tidjani dall’inizio è il suo punto di riferimento, e l’interesse di Fim, Fiom e Uilm è quello che al di là della composizione del management siano rispettati gli impegni. Puntando ad esempio, in una fase in cui le questioni burocratiche legate alle bonifiche allo smantellamento sono complesse e foriere di ulteriori ritardi, a un piano della sicurezza che potrebbe essere sufficiente per iniziare intanto a svuotare i capannoni della vecchia acciaieria, creando così un po’ di lavoro.

Il sindacato infatti ritiene indispensabile smuovere una situazione che si sta facendo sempre più dura, tra i tagli delle maggiorazioni alla solidarietà per chi è in fabbrica, e la fine degli ammortizzatori per l’indotto, sempre più a corto di ossigeno.

L’opinione espresa da Luciano Gabrielli, segretario della Fiom, sembra quella che comunque accomuna le tre sigle sindacali: «I problemi tra dirigenti – dice Gabrielli – non possono mettere in crisi un piano industriale ambizioso su cui sono stati presi impegni precisi. L’azienda metta a punto le proprie strutture in modo adeguato, ma senza mettere a repentaglio i progetti annunciati».

Intanto Issad Rebrab è atteso a Piombino nei prossimi giorni, i sindacati dopo gli ultimi avvenimenti hanno chiesto un incontro nel più breve tempo possibile.

Entro settembre poi è atteso un vertice al ministero dello Sviluppo economico, già richiesto in precedenza da Fim, Fiome Uilm, per fare il punto della situazione su progetti e investimenti.

Perché, oltre alla vicenda Aferpi, restano da chiarire tempi e modi per gli altri due punti del progetto complessivo e degli investimenti a suo tempo annunciati da Cevital a Piombino, e cioè logistica portuale e agroalimentare.(cloz)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web