Il Tirreno

Lo «sgomento» dei Cinque stelle

Lo «sgomento» dei Cinque stelle

«Il quadro non è affatto rassicurante come lo ha dipinto il consigliere Anselmi»

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PIOMBINO. I Cinque stelle si dicono «sgomenti». Anche perché, aggiungono, «tutto questo avviene contemporaneamente alle rassicurazioni ricevute a mezzo stampa da parte del neo consigliere regionale Gianni Anselmi. Quale credibilità ha il quadro disegnato da Anselmi se non si era nemmeno accorto che il direttore generale stava facendo le valigie? Piombino non ha bisogno di nuovi annunci di svolte epocali, ma di verità su un cronoprogramma già disatteso. E' doveroso sottolineare come le dimissioni di un direttore generale, nominato da neanche quattro mesi, non possono che aprire una serie di interrogativi ai quali urge dare risposta nella massima trasparenza. Anzitutto occorre definire quali siano le reali motivazioni che hanno portato Zambon a prendere una decisione così drastica. Ci sono attriti personali con la dirigenza o ci sono motivazioni tecnico-industriali alla base della motivazione? Probabilmente a questa domanda non avremo mai una risposta, ma a questo punto sarebbe importante definire con certezza come questa defezione si rifletterà sul cronoprogramma delle opere di messa in sicurezza e puramente industriali».

«Già da mesi - prosegue il M5s - stiamo cercando di valutare con la massima oggettività le tempistiche necessarie affinché le nuove attività inizino a portare occupazione sul territorio e il quadro emerso è assolutamente scoraggiante. Al netto dei mesi necessari per ultimare l'iter autorizzativo che ancora sono difficilmente quantificabili (Aia, variazioni urbanistiche, approvazione del piano di messa in sicurezza operativa), apprendiamo dalla proposta di intervento Aferpi che ci vorranno trenta mesi solo per mettere in sicurezza l’area dove sorgerà la nuova acciaieria elettrica. Mesi ai quali vanno sommati quelli necessari alla realizzazione dell'impianto, quindi dando per valido il periodo di 18 mesi annunciato, si oltrepassano i quattro anni di ammortizzatori sociali attualmente a disposizione e non per tutti. Per non parlare delle attività agroindustriale e logistica delle quali non si sa praticamente niente. Il quadro che emerge non è dunque così rassicurante».

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