Gioco
Nuovi profughi impegnati in attività socialmente utili
Firmato il protocollo che permetterà di inserire i 7 ragazzi che vivono a Venturina Per il Comune un iter difficile: «Ma che garantisce coperture previste dalla legge»
CAMPIGLIA. «Questo atto ci permette di far partire i lavori socialmente utili nel rispetto della legge, della trasparenza e della correttezza amministrativa». Così l’assessore alle politiche sociali Alberta Ticciati ha presentato la firma del protocollo, a Palazzo pretorio, tra Comune, Cooperativa giovanile del lavoro e consorzio So&co (rappresentato da Gemma Del Cherico), finalizzato a inserire i migranti ospiti sul territorio in attività di utilità sociale, connesse all’opportunità di copertura assicurativa contro infortuni e malattia. Il primo progetto è “Vivere l’ambiente” e coinvolgerà i 7 ragazzi che vivono nell’appartamento di via Puccini a Venturina, gestito dalla cooperativa Odissea (del consorzio So&co). «Partiamo con loro perché – ha spiegato l’assessore – secondo le leggi in materia di immigrazione e sulla base delle recenti delibere regionali, possono avere accesso all’apposito fondo Inail le associazioni iscritte a uno specifico albo nazionale».
La Homo Diogene, che accoglie 63 profughi in zona stazione, parteciperà successivamente, appena finite le pratiche per l’iscrizione. «Percorso complesso, ma abbiamo fatto tutto seguendo la legge, e ringrazio Letizia Insero del Comune per la sua ricerca di norme e delibere che ci ha portato a un progetto che tutela davvero le parti coinvolte. Importante che l’amministrazione si faccia garante della comunità e dei ragazzi ospiti, e lo fa rispettando i diritti della persona, attivando le coperture previste dalla legge».
«Iter difficile – ha ribadito il vicesindaco Jacopo Bertocchi – che ha dato prova di grande capacità amministrativa ma anche umana, e ha rivitalizzato una rete di solidarietà sempre attiva. Questo atto è uno strumento che rimette al centro la persona. I migranti sono persone con storie, attitudini e voglia di fare. Le attività a cui parteciperanno, in maniera volontaria e gratuita, rappresentano una manifestazione di dignità verso se stessi».
«Ringrazio l’amministrazione per aver fatto tutto nel rispetto dei parametri necessari per avviare progetti simili –ha detto Giulia Veracini, psicologa della Odissea – Fondamentale è far capire ai ragazzi che sono in un ambiente protetto e con delle regole. E inserirli in attività vuol dire restituirgli un po’ di dignità e parte di quello che era il loro vissuto quotidiano nel paese d’origine. Siamo contenti di poter andare avanti coinvolgendoli in questi progetti, è un primo passo molto importante verso l’integrazione». Tutti i 70 migranti che vivono sul territorio hanno aderito al patto di volontariato previsto dal protocollo con la prefettura. Lunedì prossimo alcuni di loro, circa 30, cominceranno attività di volontariato all’interno delle associazioni della Consulta del sociale. Il progetto di lavori socialmente utili “Vivere l’ambiente” partirà tra un po’: con la firma del protocollo la Odissea potrà fare richiesta d’accesso al fondo Inail. Ci vorranno una decina di giorni per la risposta di accettazione, dopodiché i 7 ragazzi partecipanti potranno lavorare coperti dall’assicurazione contro infortuni e malattie. L’assessore regionale Vittorio Bugli ha indicato Campiglia come punto di riferimento per l’iter seguito per l’attivazione dei lavori socialmente utili. «Prossimamente ci sarà un’iniziativa della Regione – ha detto Ticciati - dove siamo stati chiamati come primo caso concreto della Toscana, cosa che ripaga soprattutto gli uffici comunali per il grande lavoro svolto».
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