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«Non ho nascosto alcun documento»

«Non ho nascosto alcun documento»

Lavori a Nisporto e Bagnaia: l’ex sindaco di Rio Elba, Alessi, si difende con una lettera aperta

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RIO NELL’ELBA. Per difendere la propria onorabilità. Ma anche quella dei suoi più stretti collaboratori. Danilo Alessi, sindaco dal giugno 2009 al maggio 2014 dell’ex comune minerario, non ci sta ai sospetti, alle illazioni e insinuazioni che gli vengono mosse secondo cui avrebbe nascosto volutamente la relazione del funzionario dell'Anac (Autorità nazionale anticorruzione) sui lavori che erano stati eseguiti sulle frazioni di Nisporto e Bagnaia. Così sente il bisogno di appoggiarsi a un legale che lo segua in questa vicenda. Menzogne e notizie difformi dalla verità, come quella secondo cui, per l’esecuzione dei lavori sul bacino di Bagnaia sarebbero a oggi disponibili poco più di 350 mila euro, mentre la disponibilità risultante in bilancio ammonta a 871 mila euro. Non ci sta e manda ai giornale una memoria difensiva, per fare chiarezza. Mentre ancora si chiede e non trova risposta perché dopo otto anni dai fatti si sia alzato un polverone mediatico. «Forse a copertura – dice Alessi - delle attuali difficoltà amministrative o chissà per cosa». Invita l’attuale amministrazione a procedere con l’appalto dei lavori per la sistemazione idraulica del fosso di Bagnaia, sulla base del progetto esecutivo redatto durante la sua amministrazione e approvato.

Alessi spiega che l’audizione a Roma con i funzionari dell’Anti corruzione avvenne a seguito della denuncia da parte del capogruppo di minoranza, al quale l’Anac trasmise copia della relazione inviata all’Amministrazione. La quale aveva provveduto alla messa in mora di tutti i soggetti coinvolti. Ciò appare chiaro comunque ad una lettura non superficiale e non “distorta” della relazione di Cresta, quando si invita il Comune, a prenderne atto, “anche a seguito della messa in mora dei soggetti ritenuti responsabili e della denuncia alla competente Corte dei Conti” a cui l’amministrazione aveva già formalmente provveduto. Per cui la relazione dell’Anticorruzione era facilmente rintracciabile al protocollo e negli archivi degli uffici comunali. E dal momento che l’amministrazione aveva provveduto alla messa in mora, la Corte dei Conti non ritenne opportuno avviare indagine ispettive, a eccezione di una verifica su tutt’altra questione, marginale, sull’incarico affidato ad un professionista esterno per il collaudo dei lavori sul fosso di Nisporto. «Sarebbe corretto che il sindaco non si limitasse a parlare di non meglio precisate indagini della magistratura contabile ma che coinvolgesse, laddove ve ne siano fondati motivi, i precedenti Amministratori per gli opportuni chiarimenti. A proposito del bacino di Bagnaia sono state fatte denunce alla magistratura ordinaria e alla Corte dei Conti sia dall’amministrazione sia dalla minoranza consiliare. Tant’è che sui lavori di costruzione della passerella c’è stata anche un’indagine della Procura di Livorno, erano coinvolti il vice sindaco dell’amministrazione Schezzini, Luigi Paoli e l’allora responsabile dell’Ufficio Tecnico Dario Gaballo. Indagine che lo stesso Pubblico ministero decise di archiviare».

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