La manifestazione
Due infortuni in Aferpi, la sicurezza torna al centro
I sindacati rilanciano la proposta di un accordo etico che, insieme ai diritti, punti a tutelare l’ambiente e l’incolumità dei lavoratori anche degli appalti
Un lavoratore Aferpi ha rischiato seriamente di perdere la funzionalità di una mano ed è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. E’ accaduto giorni fa nel reparto Tpp.
L’infortunio, insieme a quello più lieve avvenuto nell’officina Locomobili in cui un operaio ha riportato una contusione al volto, rimette in evidenza la questione della sicurezza.
La dinamica dell’incidente al Tpp è al vaglio degli operatori del servizio di prevenzione Asl. Ed è stata oggetto di un sopralluogo dei coordinatori di Fim, Fiom e UIlm con Rls e responsabili aziendali.
Da una prima ricostruzione è possibile che l’operaio sia scivolato a causa del grasso e che la mano gli sia rimasta incastrata tra un cilindro e lo spessore che stava reggendo.
Anche in questa occasione i sindacati sottolineano il valore della prevenzione e rilanciano la richiesta ad Aferpi per la costruzione di un accordo etico che includa gli appalti, «per garantire i diritti dei lavoratori, la sicurezza e l'ambiente, evitando i rischi della corsa al ribasso».
Tutela ambientale e sicurezza anche nella fase delle bonifiche costituiscono una parte del documento elaborato dalle associazioni Legambiente, Lavoro, salute e dignità, Restiamo umani e «Ruggero Toffolutti».
Il materiale contiene anche delle proposte per attenuare il disagio economico dei lavoratori ed è stato presentato nell’incontro pubblico di Palazzo Appiani, consegnato al sindaco Massimo Giuliani e, nei giorni scorsi, ai capigruppo consiliari.
Ricordando l’esperienza del protocollo sottoscritto in occasione del rifacimento dell’Afo nel 1998 (un anno scandito da ripetuti infortuni mortali) le associazioni ne propongono un altro.
Soggetti coinvolti dal protocollo, Aferpi, il consorzio delle imprese che interverranno nei lavori, le istituzioni (Regione, Comune, Asl, Arpat, Ispettorato del lavoro, Inail ), rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e sindacati. La richiesta include la possibilità che ne faccia parte un soggetto in rappresentanza delle quattro associazioni. L’obiettivo sarebbe quello di monitorare costantemente i lavori di bonifica e di attivazione dei tre blocchi economici annunciati nel piano Cevital (acciaio, agroindustria e porto).
Nel protocollo si dovrebbe stabilire la periodicità dei controlli e la diffusione pubblica dei loro risultati. L’invito è anche a vigilare per evitare i tentativi di trasformare eventuali infortuni in malattia.
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