Gioco
Sono settanta le famiglie rimaste senza un tetto
Gli interventi per l’emergenza abitativa coprono gran parte del bilancio sociale Ma le risorse del Comune ormai non bastano più per affrontare le necessità
PIOMBINO. 358 richieste di contributo al canone d’affitto, 870 alloggi popolari quasi tutti in uso, 70 i casi di persone rimaste senza casa. Sono questi i numeri sul tema dell’abitare del Comune di Piombino, nell’ambito di una questione che sembra non conoscere soluzione.
Senza casa. A fronte dell’impossibilità di conoscere con esattezza il numero degli sfratti piombinesi, in ragione di un’unica banca dati per tutti i Comuni della provincia e considerata pure la dinamicità del fenomeno, l’amministrazione, grazie al sistema di emergenza abitativa, rende però nota la presenza di 70 casi di carenza o perdita certa di alloggio. 70 casi «che il Comune ha in gestione e per i quali stiamo cercando soluzioni alternative – afferma l’assessore alle politiche sociali, Margherita Di Giorgi – La situazione abitativa è la parte più grossa del bilancio sociale, eppure i finanziamenti non sono sufficienti». «Per la questione casa – continua Di Giorgi – fetta più grossa della torta, ma anche per i vari sostegni alla famiglia, alla maternità, all’handicap, all’istruzione, bonus vari, comprese tariffe agevolate sulle tasse, insomma per tutta l’assistenza sociale, soltanto negli ultimi 12 mesi abbiamo investito 2 milioni e 500 mila euro».
Contributo all’affitto. In attesa della graduatoria definitiva, nella lista provvisoria (c’è tempo fino all’11 settembre per presentare eventuali ricorsi) si registrano 271 richieste per la fascia A, il cui accesso è fino a 13mila euro di Isee, e 34 in fascia B, per casi di Isee compreso fra i 13mila e i 16mila euro. A questi vanno aggiunte 53 richieste che sono state escluse a vario titolo. In attesa di conoscere il contributo regionale, che sarò noto intorno a dicembre, è possibile confrontare i dati con quelli dello scorso anno, riscontrando un leggero calo nelle domande. Nel 2014 infatti erano state 308 le richieste in fascia A, 69 quelle in fascia B. A fronte di un contributo massimo indicato dalla Regione di 3.100 euro, il Comune di Piombino eroga contributi dell’importo massimo di 1.990 euro previo presentazione delle ricevute di pagamento dei fitti mensili e nella misura proporzionale alle mensilità pagate. Inoltre, l’amministrazione piombinese, ha stabilito criteri sociali propri con punteggi a favore di lavoratori che hanno perso il lavoro, anziani soli e nuclei monogenitoriali. Una volta approvata la graduatoria con il fabbisogno economico espresso dal territorio, il dato verrà inviato alla Regione che ripartirà la propria risorsa per ciascun Comune toscano; risorsa che viene integrata da un contributo comunale. Nel 2014 la risorsa regionale di 239 mila euro, quella comunale 97 mila, per un totale di 336 mila euro; sulla base di tale disponibilità economica, le concessioni di contributo furono 190 (tutte della fascia A) sulle 377 presentate. Oltre alle risorse per il canone d’affitto, esistono poi altre forme di sostegno abitativo: «Per l’anno scorso parliamo di 35 mila euro da parte dello Stato e 43 mila dalla Regione in ambito di sfratti esecutivi, con il Comune che ha svolto il ruolo di ente erogatore – spiega Di Giorgi – Ancora, un sostegno di 65 mila euro grazie alla Fondazione Livorno. Eppure, ripeto, l’emergenza abitativa resta appunto un’emergenza».
Alloggi popolari. Una boccata d’aria nel territorio piombinese l’ha data l’assegnazione lo scorso maggio dei sessanta appartamenti in via della Pace. «Hanno permesso di allentare la pressione – afferma l’assessore Di Giorgi – Ma per arrivare a una situazione di tranquillità servirebbero altri alloggi». Al momento sono 870 gli alloggi Erp (Edilizia Residenziale Pubblica) di proprietà del Comune di Piombino, compresi quelli di via della Pace. Del numero complessivo, 86 sono stati riassegnati negli ultimi 12 mesi nel seguente modo: 70 per scorrimento graduatoria generale, 6 per cambio di alloggio a già assegnatori Erp, 10 in assegnazione temporanea per emergenza abitativa; inoltre, 7 sono in fase di riassegnazione, 19 sono in manutenzione, mentre i restanti 844 sono in uso. «Tengo a sottolineare come quest’anno, per scelta politica, l’amministrazione non abbia tolto un euro sul bilancio sociale – spiega Di Giorgi – È stata una decisione fatta per venire incontro alle famiglie in un momento ancora di crisi della città. Purtroppo la ripresa del reddito stenta ad arrivare, e noi cerchiamo di gestire al meglio la situazione».
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