Il Tirreno

L’Elba ribadisce il no ai profughi

di Antonella Danesi
L’Elba ribadisce il no ai profughi

I sindaci denunciano problemi economici e sociali. Solo Ciumei possibilista: se ci chiama la prefettura affronteremo il problema

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PORTOFERRAIO. «Oltre ad accogliere i migranti bisognerebbe anche integrarli e dare loro lavoro, e l’Elba non ce la fa». La polemica sul possibile arrivo dei profughi all’Elba che negli ultimi giorni sui social network ha assunto toni estremamente provocatori, fino a diventare offensivi viene “ridimensionata”, almeno nei toni, da alcuni dei sindaci elbani che pongono una serie di interrogativi sulla questione, “molto più complessa - dicono - degli scambi di battute su internet”.

Resta il fatto, poi, che una prima comunicazione da parte della prefettura sembra aver escluso l’Isola d’Elba dalla richiesta di accoglienza dei migranti. In questa polemica, migranti sì, migranti no, i sindaci rivendicano il loro ruolo di garante dei diritti dei cittadini.

«Tutto quello fatto e detto finora non è altro che uno sciacallaggio – va giù duro Ferrrari – quando si parla da sindaco bisogna pensare ai problemi del territorio. La prefettura non ci coinvolge in questo problema, almeno per ora, e di fronte a una diversa eventualità dovremmo trovarci tra sindaci per valutare la situazione. E non solo. Bisogna coinvolgere sia maggioranze che minoranze comunali per evitare che qualcuno trovi il pretesto per voler apparire senza risolvere il problema, obiettivo di chi fa il sindaco».

Una questione quindi da affrontare tutti insieme, secondo Ferrari dal punto di vista tecnico, logistico, umano e anche politico. «Insomma un confronto serio - ribadisce il sindaco portoferraiese – per evitare di dare spazio a chi cerca visibilità senza voler risolvere seriamente il problema».

Un ruolo istituzionale comporta decisioni serie e ponderate, senza fughe in avanti, anche secondo il sindaco di Marciana Marina. «In questo momento la mia opinione non serve – dice il sindaco Andrea Ciumei – sono un uomo delle istituzioni e quindi aspetto comunicazioni dal ministero degli Interni e dalla Prefettura. Quando ci comunicheranno la possibilità di arrivo di profughi, solo allora discuteremo su come, dove e quando dare il nostro contributo alla causa, che mi pare giusta. Fino ad allora non ritengo opportuno fare ipotesi. Il problema esiste ed è grave, si parla di persone, per questo attendo se e quando la prefettura riterrà opportuno coinvolgere i comuni elbani».

Molti sindaci hanno deciso inizialmente di astenersi dalla polemica, salvo poi intervenire «perché il silenzio non venisse mal interpretato», come ha scritto su Facebook Luca Simoni, primo cittadino di Porto Azzurro. «La discriminazione razziale è anni luce distante da me – dice Simoni – ogni giovedì però io ricevo gente senza lavoro e senza soldi e quindi senza possibilità di pagare le tasse e le bollette. E io sono impotente. Allora quando questo Stato mi metterà nelle condizioni di offrire un riparo e vitto e alloggio ai miei cittadini io affronterò di petto chiunque in nome di un colore della pelle voglia discriminare un fratello di un altro continente. Ma il disagio e la povertà sono più vicini di quanto si pensi». Il sindaco Simoni va oltre. «Se non affrontiamo la questione del disarmo non arriveremo mai a niente - dice – Fino a quando l’Occidente alimenterà queste guerre è inutile parlare di accoglienza e prenderci in giro perché non ci sarà soluzione».

Sono alle prese con la crisi anche altri due piccoli comuni elbani: Marciana e Rio nell’Elba. «Il mio comune - dice il sindaco riese Claudio De Santi – ha sempre dato esempio di integrazione ma oggi i nostri cittadini sono in difficoltà e il nostro è un comune piccolo che fatica a dare risposte. Fermo restando che la solidarietà è un valore fondamentale il mio comune per ora di più non può fare. Ci sono molti extracomunitari che lavorano nel territorio ma sarebbe estremamente difficoltoso accoglierne altri. Quando si parla di persone serve un percorso attento e ponderato, avendo presente la realtà delle situazioni. Oltre ad accogliere bisogna anche mantenere ed integrare e per questo servono tempi lunghi e risorse».

«Chi vuole accogliere i migranti non deve solo prendere i contributi – rincara il sindaco di Marciana, Anna Bulgaresi - ma fare in modo che queste persone stiano bene, abbiano un lavoro e siano integrate. Altrimenti si fa presto a parlare. Già un primo problema sarebbe far arrivare i profughi all’Elba e secondo me siamo lontani anni luce da questa possibilità. E poi bisogna tener presente che abbiamo situazioni molto difficili già con i nostri cittadini. Non possiamo restare indifferenti di fronte alla tragedia dei migranti ma noi non siamo in grado di fare molto. Perché non siamo in grado di far star bene neanche i nostri cittadini. Posizioni estreme ed eccessive, da un parte o dall’altra, sono estranee al mio modo di pensare ed è estremamente brutto vedere come sta andando avanti questa discussione sui social».

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