Il Tirreno

Contratti di solidarietà più leggeri

di Valeria Parrini
Contratti di solidarietà più leggeri

La Regione ha abrogato l’integrazione del 15%, in Aferpi sono a rischio anche gli arretrati di maggio e giugno

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PIOMBINO. Contratti di solidarietà in Aferpi: salvo imprevisti, da agosto gli importi si fermeranno al 60%.

E’ saltata l’integrazione del 15% garantita finora dalla Regione. Sommata al 70% dello Stato, - sceso adesso al 60 per effetto della riforma degli ammortizzatori sociali adottata dal governo - aveva permesso di raggiungere la copertura quasi totale degli stipendi.

E’ a rischio una parte degli arretrati. Da gennaio ad aprile i decreti ministeriali ci sono e la Regione ha i fondi necessari. Le somme potrebbero essere erogate in ottobre. Per le due proroghe successive, ciascuna di un mese, quei decreti non ci sono. E questo può impedirne la messa in pagamento. Il problema investe tutti i dipendenti che da maggio al 30 giugno erano in solidarietà.

In Magona, dove l’accordo scadrà nell’aprile prossimo, l’integrazione non dovrebbe essere in bilico. Perchè a fare da discrimine è la data del 5 agosto scorso, corrispondente alla pubblicazione sul Burt della delibera di abrogazione. La Regione, infatti, pagherà l’aggiunta solo nelle aziende che prima di quella scadenza hanno presentato la domanda e la documentazione.

In linea teorica anche Aferpi, nata in luglio, potrebbe rientrarci. Ma a questo punto è da vedere se ci saranno le risorse regionali disponibili.

Di cose da chiarire e di condizionali ce ne sono molti. I sindacati si dicono allarmati. Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto un incontro e la prossima settimana saranno a Firenze. Nel frattempo la Fiom fiorentina esprime una dura presa di posizione.

Lo fa con Daniele Collini (responsabile ufficio sindacale del capoluogo) e il segretario, Daniele Calosi.

I due esponenti Fiom ricordano che con la formula della solidarietà integrata è stato mitigato l'impatto economico della crisi sui lavoratori, senza disperderne le professionalità.

«Questo contributo - aggiungono - vale mediamente una spesa settimanale per cinque persone, è piu alto degli 80 euro del bonus Renzi e per tutti i lavoratori coinvolti rappresenta un valido aiuto a contrastare la crisi».

Collini e Calosi sottolineano che la Regione, «nel togliere questo prezioso strumento non si accorge, o fa finta di non accorgersi, che l’operazione avrà valenza retroattiva visto che saranno bloccate le domande presentate dopo il 5 agosto ma dimentica che tali domande devono essere sottoscritte a seguito dell'autorizzazione da parte del Ministero del Lavoro del Contratto di Solidarietà che di norma avviene dopo 8-9 mesi. Ciò vuol dire che saranno bloccati nei fatti gli accordi sottoscritti a partire dalla fine del 2014 e non da agosto 2015. Oltre al danno la beffa».

In chiusura, una stoccata al Jobs act e al governatore Rossi: «Nel giorno in cui il Consiglio dei ministri approva in via definitiva gli ultimi quattro decreti legislativi attuativi, che oltre a consentire il controllo a distanza dei lavoratori, ridimensiona l'utilizzo della cassa integrazione, la Regione Toscana comunica l'abrogazione di un importante elemento di sostegno. Ciò comporterà un ulteriore danno a chi già vive la crisi. Se questo è il primo effetto che si ha nella "Toscana laboratorio del Jobs Act", annunciata Presidente Rossi nel febbraio scorso, allora partiamo con il piede sbagliato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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