Sicurezza
«L’Elba non può voltarsi dall’altra parte»
Il sindaco Lambardi rompe gli indugi: sono pronto a incontrare la Prefettura e le associazioni di volontariato
CAMPO NELL’ELBA. L’Elba non può voltarsi dall’altra parte di fronte all’emergenza dei profughi. È quanto sostiene il sindaco di Campo nell’Elba Lorenzo Lambardi che, primo tra gli otto primi cittadini eletti sull’isola, apre ufficialmente all’accoglienza dei migranti sul territorio elbano. Lo fa dopo le tante polemiche emerse in questi giorni: prima la disponibilità di un titolare di residence di Capoliveri, quindi la contrarietà del sindaco Ruggero Barbetti che ha rilanciato l’idea di un centro di smistamento dei profughi a Pianosa. Posizioni a cui, amaramente, hanno fatto seguito scontri e polemiche, soprattutto su Facebook.
«Sull’accoglienza dei profughi che fuggono dai teatri internazionali di guerra e dalla miseria – rompe gli indugi Lambardi – l’Elba non può e non deve limitarsi a pubblicare fotografie sui social media o aggirare l’ostacolo nascondendosi dietro l’identità turistica. Siamo o non siamo Italiani anche noi residenti dell’Elba? Dove è finita l’accoglienza e la difesa dei più deboli che ci ha sempre contraddistinto? Sono perfettamente cosciente delle difficoltà che tutti noi, istituzioni, famiglie, imprese e associazioni, abbiamo in questo particolare periodo storico ma non possiamo più essere l’isola degli isolati in un mondo che chiede a tutti di dare una mano».
In questi giorni l’accoglienza ai profughi è stata definita «inconciliabile» con le caratteristiche dell’Elba, un’isola votata al turismo. «Né l’Elba né Pianosa potranno mai essere o diventare un centro identificazione ed espulsione (come qualche amministratore immagina) ma questo non vuol dire che l’Elba, come la Toscana e grande parte d’Italia non possano e non debbano giocare un ruolo importante per affrontare questa tragedia umanitaria che tutti i giorni abbiamo di fronte agli occhi. Non voglio scomodare le parole dell'Evangelista Matteo che nel giudizio finale ci ricorda le parole di Gesù (Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato). Ognuno per quello che può e senza sacrifici insostenibili e inutili ma attraverso una sinergia fra gli enti locali, le associazioni e tutti gli “uomini e donne di buona volontà” che analizzando bene le proprie disponibilità possano dare vita anche qui, anche sull'Isola d'Elba, ad un esempio di umanità e carità».
Il sindaco Lambardi, dunque, tiene una linea completamente diversa rispetto a quella tracciata dal collega Barbetti. Una contrapposizione che, precisiamo - si attua solo di fronte a un’ipotesi, perché non sono state assegnate dalle istituzioni continentali quote di profughi da accogliere sull’isola. «Dobbiamo dire basta ai no a priori e alle posizioni demagogiche – rincara la dose Lambardi – La tragedia umanitaria che da troppi mesi viene narrata sulle cronache nazionali non può lasciare muti e sordi noi sindaci e le istituzioni tutte. Per questo motivo inviterò, entro la prossima settimana, la Prefettura, le associazioni di volontariato, i rappresentanti delle Comunità religiose presenti sull'isola e tutti coloro che saranno disponibili a dare una mano per provare a tracciare insieme un percorso che mantenga fede alla tradizione di accoglienza che caratterizza da sempre questo territorio e l'Italia intera».
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