Il Tirreno

Forno elettrico, l’ordine entro fine mese

Cristiano Lozito
Un'immagine dello stabilimento ex Lucchini (foto Pabar)
◗
Un'immagine dello stabilimento ex Lucchini (foto Pabar)

La conferma arriva da Zambon, mentre l’azienda valuta le proposte di vari consorzi per lo smantellamento dell’ex area a caldo

2 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. E’ un silenzio operoso quello che caratterizza l’attività di Aferpi nel finale di una stagione che ha prodotto fin qui poche notizie e molte incertezze: i segnali che arrivano dall’azienda algerina infatti parlano di un lavoro in corso che porterà entro la fine del mese all’ordine del primo forno elettrico, e a un’accelerazione dell’acquisto di un nuovo treno per rotaie e barre, originariamente previsto per il 2017.
Oltre ai segnali, la conferma sull’ordine ormai prossimo per il forno elettrico, peraltro in qualche modo anticipata nei giorni scorsi da fonti sindacali, arriva dal direttore generale, Adriano Zambon, che a Siderweb ha spiegato come il nuovo forno, su cui i fornitori hanno lavorato a lungo per soddisfare le richieste dell’azienda, «dovrà consentire di realizzare una vasta gamma di prodotti, con consumi bassi e una grande qualità».
Zambon cita anche la predisposizione che il nuovo forno avrà per l’uso del preridotto, in virtù appunto della ricerca di una maggiore qualità del prodotto, proprio pochi giorni dopo che Federacciai ha rilanciato il progetto di realizzare un impianto per la produzione. Che comunque non sarà a Piombino per lo scarso interesse mostrato da Cevital rispetto alla propria partecipazione a un progetto del genere.
Tutto ciò comunque al momento non cambia ovviamente la situazione, nel senso che l’attività di Aferpi resta concentrata nella ricerca di accordi per l’acquisto di blumi e billette in giro per il mondo, indispensabili all’alimentazione dei treni.
La possibilità di un anticipo nell’ordine di un nuovo treno per rotaie e barre è invece legato a un possibile investimento in Senegal – di cui ha parlato la stampa algerina – che Issad Rebrab avrebbe intenzione di fare nel settore minerario e ferroviario.
L’attenzione generale, e ovviamente in particolare del sindacato, è però rivolta allo smantellamento dell’area a caldo, un appalto che potrebbe essere assegnato entro la fine di questo mese.
Sotto esame le offerte di alcune associazioni d’impresa, una delle quali con capofila un’azienda novarese a cui sarebbe associata la Bertocci, un’altra invece composta in prevalenza da aziende locali.
L’obiettivo del sindacato è quello che nell’operazione di smontaggio e smantellamento sia impiegata manodopera locale dell’indotto ex Lucchini, e di questo si parlerà in un incontro tra azienda e sindacati in programma nel corso della prossima settimana.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web