Sicurezza
Barbetti non ci sta e rilancia sul maxi centro a Pianosa
CAPOLIVERI. L’isola di Pianosa come maxi centro di smistamento dei profughi in arrivo dai paesi africani. Nel giorno in cui il sindaco di Campo nell’Elba Lorenzo Lambardi apre alla possibilità di...
CAPOLIVERI. L’isola di Pianosa come maxi centro di smistamento dei profughi in arrivo dai paesi africani. Nel giorno in cui il sindaco di Campo nell’Elba Lorenzo Lambardi apre alla possibilità di accogliere i profughi sul territorio elbano, il collega di Capoliveri Ruggero Barbetti rilancia una proposta completamente diversa. Un’idea che sta trovando spazio negli ambienti del centrodestra ed è stata approfondita dallo stesso Barbetti in un’intervista rilasciata sul quotidiano Il Giornale. Stiamo parlando della proposta di creare, sull’isola di Pianosa che è parte integrante del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano, un maxi centro di smistamento dei profughi in arrivo dal continente africano. Il modello, secondo Barbetti, è quello utilizzato in Australia e più precisamente nell’isola di Manau. Il tutto in un’isola parte integrante del Parco, compresa nel territorio di Campo nell’Elba e nella quale il carcere è chiuso da un pezzo. L’idea di Barbetti, che ha già fatto raggelare gli ambientalisti (e non solo loro) che conoscono bene l’isola, è quella di utilizzare i profughi per riqualificare le vecchie strutture carcerarie e il resto del patrimonio edilizio pianosino in evidente stato di degrado. I “profughi - lavoratori” di Barbetti sarebbero accolti nelle strutture del carcere e nei vecchi alloggi delle guardie carcerarie. «Una soluzione perfetta», aveva commentato il sindaco su Facebook, incontrando il parere positivo di alcuni esponenti di Forza Italia (Daniela Santanché ad esempio ne ha parlato alla trasmissione Agorà di Rai Tre).
In realtà la soluzione Pianosa, per chi conosce bene l’isola, viene vissuta come una boutade e poco più. In primis dal sindaco di Campo nell’Elba che ha tagliato corto: «Né l’Elba né Pianosa potranno mai essere o diventare un centro identificazione ed espulsione, come qualche amministratore immagina».
«Chi parla di Pianosa come centro di smistamento per i profughi prende soltanto in giro la gente, è una proposta priva di qualsiasi fondamento – spiega Umberto Mazzantini, responsabile di Legambiente isola minori – quando si parla di immigrazione si protesta per i costi dell’accoglienza. Nulla rispetto a quanto si spenderebbe per allestire a Pianosa un centro di quel tipo. Cento milioni di euro non basterebbero. Inoltre il modello di gestione australiano è certificato come un fallimento assoluto, basti pensare che stanno cercando di inviare i profughi, tenuti come in un campo di concentramento, in paesi vicini come la Cambogia. Pianosa isola lager? Non scherziamo. Poi il fatto che la Santanché sostenga l’idea è una garanzia. Al contrario».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google