Italia
Le luci negli abissi di Pomonte per rivivere la storia dell’Elviscot
Stasera l’evento organizzato dal Team italiano con Esest: saranno posizionate delle luci nei fondali e negli interni del mercantile affondato il 10 gennaio del 1972 e divenuto un simbolo per l’Elba
POMONTE. L’iniziativa si chiama “Luci dal profondo”. Un titolo che rende benissimo l’idea di quello che vuole fare il Team italiano composto da Antonio Ciaccio, Giorgio Pirovano, Roberto Barbieri e Federico Haland Gaeta, in collaborazione con la collaborazione di Esest (European society for Enviromental Science and Technologies). L’idea consiste nel creare uj evento ed un reportage video - fotografico mirato a fare riemergere dagli abissi la storia dell’Elviscot, il relitto inabissato al largo di Pomonte, di fronte alla spiaggia dell’Ogliera.
Il progetto e quanto mai ambizioso ed altrettanto suggestivo: l’obiettivo è di congelare per sempre le immagini e le sensazioni più forti che il relitto è in grado di trasmettere. Come? «Al calare della notte – spiegano gli organizzatori – riporteremo simbolicamente alla vita lo spettacolare mercantile che giace appoggiato su un fianco. Creeremo per la prima volta al mondo un sistema di illuminazione interno ad un relitto che, al segnale convenuto, porterà la luce nell’oscurità dei fondali e alla sagoma del gigante di ferro».
Dalla superficie sarà possibile seguire l’evento e l’illuminazione del relitto grazie alle barche con fondo in vetro. Inoltre il materiale fotografico e video registrato sarà trasmesso questa sera su dei maxi schermi allestiti a Pomonte, nel corso della festa gastronomica organizzata dal comitato “Il Calello”, con specialità a base di pesce e cacciagione. «Vogliamo lasciare un’eredità di emozioni, immagini, ricordi – spiegano dal Team italiano – immortalata anche attraverso un documentario ed un insieme di materiali illustrativi, che verranno realizzati e distribuiti successivamente».
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La nave “dimenticata”. Il relitto dell’Elviscott fa parte della storia dell’Isola d’Elba e, in particolare, della frazione marcianese di Pomonte. Pomonte, estremità occidentale dell’Elba, è stato teatro dell’affondamento della nave mercantile che ancora oggi è visibile e ben conservata a 12 metri di profondità. L’Elviscot era un piccolo mercantile costruito nel 1960 di 62,25 metri di lunghezza per una stazza di 499 tonnellate. Fu costruito da Scheepswerven Gebr. Van Diepen Waterhuizen, olandese, e proprietaria ne divenne la Lavinia Antonio Scotto di Napoli che la usò per il trasporto di legname.
Nelle vicinanze dello scoglio dell’Ogliera di fronte a Pomonte, il 10 gennaio 1972, l’Elviscot, partito da Napoli e diretto a Marsiglia, naufragò andando a sbattere sugli scogli a causa del mal tempo e finendo addirittura sugli stessi scogli, per fortuna senza conseguenze per l’equipaggio. Il relitto rimase con la poppa semi-affondata e la prua incagliata sugli scogli, costituendo un potenziale pericolo per i bagnanti della vicina spiaggia e per il piccolo cabotaggio.
Per questo motivo, ben presto lo scafo fu in parte recuperato e il resto affondò completamente.
Ora l’intera poppa, la plancia e parte della fiancata prodiera, giacciono sul fondo sabbioso, sul lato est dello scoglio dell’Ogliera, ad appena 12 metri di profondità. Le restanti parti della nave, soprattutto porzioni delle fiancate, non recuperate giacciono qua e là sul fondale attorno allo scoglio.
Tutte le strutture metalliche della piccola nave appoggiata sul fianco destro e con la poppa rivolta verso il mare aperto, sono completamente ricoperte da alghe e vari microrganismi marini, e quindi il sito è diventato per molti pesci un sicuro rifugio. Il relitto, da anni, è meta di tanti turisti che, con maschera e boccaglio, si gustano lo spettacolo del gigante affondato. Un gigante che, con l’illuminazione del fondale e degli interni, oggi sarà più affascinante che mai.
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