Il dolore
Una cicca e addio a otto ettari di macchia
Incendio lambisce le case e l’ex discarica, salvati i gatti della colonia, traffico in tilt. A quanto pare, tutto per un mozzicone
PIOMBINO. Tutto per una cicca. E’ l’ipotesi più verosimile secondo i vigili del fuoco. Considerando la partenza delle fiamme, la direzione del vento e quella collina così a ridosso di una strada molto transitata, si pensa ch l’incendio di ieri a Poggio ai Venti, tra Gagno e Fiorentina, sia stato causato da un mozzicone lanciato da un’auto, un camion o uno scooter. Nel rogo sono andati distrutti otto ettari tra macchia mediterranea, sterpaglie e alberi a fusto medio-alto.
Tanta paura per i residenti, allarme per la vicina ex discarica Asiu, salvati i gatti della colonia felina. E traffico in tilt per ore. Ma per fortuna non ci sono stati feriti.
Ci sono volute squadre e autobotti di vigili del fuoco, volontari e mezzi della Protezione civile, della stessa Asiu e l’intervento di due elicotteri (uno dei pompieri e uno della Regione) per spegnere le fiamme.
Fiamme che, partite dal ciglio della strada e sospinte da una leggera brezza, sono risalute verso la testa della collina scarnificandola in pochi minuti. L’incendio è scoppiato intorno alle 10,45 ed è stato spento verso le 14. I vigili del fuoco hanno continuato a lavorare tutto il giorno per bonificare e mettere in sicurezza la zona.
Le abitazioni della zona non sembrano aver riportato danni, se si eccettua il cancello di quella più vicina, dove abitano Marco Della Schiava e la famiglia. Ma la paura è stata tanta per loro, per gli altri residenti, per chi nella zona possiede orti, campi coltivati, animali da cortile. I vigili del fuoco sono riusciti a intervenire prima che il rogo si mangiasse anche gli uliveti.
Tanta paura anche per i gatti ospiti della colonia felina. Essendo quasi tutti animali malati e accuditi lì, in terapia o in attesa di un intervento, i gatti erano chiusi nei recinti della colonia. I volontari Enpa sono corsi a liberarli. Tutti salvati, in serata stavano bene. Solo un paio di essi, terrorizzati, sono spariti.
Nel frattempo il traffico in entrata e uscita dalla città è andato in tilt: da una parte il concomitante arrivo al porto delle navi cariche di turisti di ritorno dalle isole, dall’altra la necessità di chiudere per sicurezza almeno la corsia (in entrata) della strada che costeggiava l’incendio.
E così tra Fiorentina e la rotonda delle Terre rosse è stata usata, in senso unico alternato, la sola corsia che normalmente conduce fuori città. Pattuglie di vigili urbani si sono piazzate lì per convogliare, gestire, smistare tutto il traffico. Ma fino all’una si viaggiava a passo d’uomo. O non si viaggiava affatto.
Intanto gli elicotteri facevano avanti e indietro dalla Chiusa per prelevare acqua con i “bicchieri” e rovesciarla sul rogo.
Intorno alle 13 sono state spente anche le ultime fiamme vive, ma il lavoro dei pompieri è andato avanti ancora, fino al tardo pomeriggio, per mettere in sicurezza tutta l’area.
Proprio per la presenza di una discarica chiusa, anche Asiu si è subito messa in moto.
«L’incendio - scrive in una nota l’azienda - ha interessato in modo superficiale l’argine esterno della collina fino ad arrivare al cancello di ingresso del vecchio impianto. Personale Asiu, recatosi sul posto, ha supportato l’azione dei vigili del fuoco, mettendo a disposizione due autobotti con attrezzatura antincendio e cinque unità. Lo sforzo di Asiu, coordinato dai vigili del fuoco e dalla protezione civile, si è rivolto soprattutto a spegnere le fiamme che si erano propagate nella zona più interna e più vicina alla vecchia discarica. Alle 15.30 i mezzi e il personale Asiu hanno lasciato la zona, restando a disposizione dei vigili del fuoco e della protezione civile in caso di necessità».
E più o meno a quell’ora anche il traffico è tornato a scorrere normalmente.
Prima di lasciare la zona, i vigili del fuoco hanno fatto ulteriori sopralluoghi accertandosi che le abitazioni, e in particolare quella più vicina all’incendio, non avessero riportato danni alle strutture.
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