La manifestazione
Ritardi e procedure bloccano la rimozione
Il sindaco Bulgaresi: «Senza piano attuativo l’iter si è fermato, ma ora la pazienza è agli sgoccioli»
PROCCHIO. Procedure inceppate, lavori fermi e macerie immobili, nella stessa posizione da un anno e mezzo. Tanto che il sindaco di Marciana Anna Bulgaresi non esclude di ricorrere a un’ordinanza per completare la demolizione. «Se non si sblocca la situazione, dobbiamo trovare un modo per uscire dallo stallo. Abbiamo fatto tanto per buttare giù l’ecomostro, non vogliamo certo restare con quelle macerie in bella vista ancora a lungo». Cerchiamo di spiegare quanto sta accadendo nel post demolizione dell’ecomostro di Procchio.
Tutto sembrava essere pronto per la rimozione delle macerie, una volta completata la demolizione: la procedura di Via era partita, era già stata individutata la ditta che avrebbe dovuto macinare in loco gli inerti che sarebbero quindi riutilizzati per coprire i piani sotterranei del centro servizio (in origine destinati a parcheggi). E invece ecco il primo ostacolo: «La Provincia ha fissato un paletto complicato da aggirare – spiega Bulgaresi – ovvero ha posto come condizione per autorizzare la lavorazione degli inerti l’approvazione del piano attuativo per l’area. Ma il piano ancora non c’è». O, più precisamente, l’impresa Giusti di Pistoia lo aveva presentato circa due anni fa, ma il Comune aveva detto no.
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A questo punto le strade per poter rimuovere le macerie sono due, una breve, l’altra molto più lunga. La prima consiste in un ripensamento della Provincia. «Quei sotterranei vanno riempiti lo stesso, stiamo facendo pressione affinché si proceda comunque», spiega Bulgaresi. In caso di no da parte della Provincia si dovrebbe compiere la strada completa. E ben più lunga. Il Comune di Marciana ha annullato tutti gli atti urbanistici relativi al centro servizi. Da mesi sta lavorando al nuovo regolamento urbanistico che sarà presentato il 17 in consiglio comunale e contiene un piano di trasformazione per la vallata di Procchio. Il sindaco non vuole sbilanciarsi sui contenuti, ma la linea è chiara. Non si eviterà la realizzazione di appartamenti, che saranno affiancati ad aree a verde e locali pubblici. I volumi saranno più contenuti, realizzati a distanza dal fosso che, nel frattempo, sarà messo in sicurezza da Regione e Genio civile con i lavori finanziati con 5 milioni di euro. Il piano attuativo concordato con l’azienda non si discosterà da questa impostazione.
In questo contesto segnato da procedure lente e ritardi, sono compresi anche i lavori di messi in sicurezza. A settembre, dopo tanti rinvii, partirà il primo lotto della messa in sicurezza, nel tratto dal mare all’hotel del Golfo. Per il secondo lotto, che comprende la sistemazione dell’area ecomostro, siamo invece in attesa, ancora, dell’ok al progetto preliminare. «In questo caso i problemi legati al patto di stabilità – racconta Bulgaresi – hanno bloccato la Regione». Quelle macerie, insomma, rischiano di restare a Procchio ancora a lungo. «È un rischio che non voglio correre – dice Bulgaresi – in questo caso parto io con l’ordinanza».
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