Il Tirreno

Pomodori: l’Italian food verso le 100mila tonnellate

di Annalisa Mastellone
Pomodori: l’Italian food verso le 100mila tonnellate

L’ad Petti soddisfatto: «A oggi ne abbiamo già lavorate circa 52mila raddoppiando il biologico e garantendo ai nostri stagionali 15 giornate in più»

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VENTURINA. «Siamo soddisfatti dell’andamento della campagna di raccolta e produzione 2015 dei prodotti a marchio Petti-Il pomodoro al centro: in aumento la quantità di pomodoro lavorato, il segmento biologico e il numero di lavoratori». A dirlo è Pasquale Petti, amministratore delegato del Gruppo Petti, con cui abbiamo fatto il punto a metà dei giorni di lavoro programmati nello stabilimento venturinese di via Cerrini.

Come concordato con Asport (Associazione produttori ortofrutticoli), per quest’anno c’era la previsione di lavorare 100mila tonnellate di pomodoro toscano, quasi il doppio della produzione del 2014 che si è conclusa con circa 60mila tonnellate. A oggi, all’Italian Food «abbiamo già lavorato 52mila tonnellate – dice Petti - Non solo, abbiamo esattamente raddoppiato anche la lavorazione di pomodoro biologico rispetto alla campagna 2014. Grazie all’accordo e al lavoro svolto in piena sintonia con Asport, siamo felici di poter affermare che il legame instaurato con la parte agricola ci consente di assicurare le produzioni necessarie al fabbisogno dello stabilimento. L’oro rosso toscano che riceviamo a Venturina proviene infatti dalle vicine coltivazioni in Val di Cornia, Grosseto, bassa Maremma, campagne senesi e pisane. In queste zone i terreni godono dei benefici naturali dati dalla vicinanza del mare e delle montagne, e possono vantare l’utilizzo di falde acquifere per l’irrigazione dei campi più profonde, grazie ai pozzi artesiani. Il legame con la Toscana passa anche dalle risorse umane che adoperiamo in stabilimento e dalle giornate di attività produttiva: oltre 250 persone sono impiegate, e inoltre la campagna 2015 è iniziata in anticipo garantendo ai nostri stagionali 15 giornate in più di lavoro».

E i prodotti a marchio Petti-Il pomodoro al centro (eletti prodotto dell'anno 2015 nel settore conserve di pomodoro), che utilizzano solo pomodoro toscano lavorato a bassa temperatura per preservarne gusto e colore rosso intenso, continuano a conquistare sempre più consumatori.

«Fra gli altri successi, per cui dobbiamo ringraziare i nostri consumatori – aggiunge Petti – c’è anche l’incremento della nostra presenza sugli scaffali della grande distribuzione. A oggi infatti abbiamo ottenuto il 2% di quota di mercato, con una distribuzione ponderata di circa 48 punti. Siamo felici pertanto che i buyer abbiano apprezzato il nostro progetto di marca e la scelta del Gruppo di utilizzare 100% pomodoro da industria toscano, abbracciando una politica di valorizzazione dell’identità territoriale».

E nel futuro dell’Italian Food, il progetto di delocalizzare lo stabilimento venturinese a Campo alla Croce. «Proprio grazie alla crescita e al miglioramento costante dei nostri piani produttivi - dice Petti - ribadisco la ferma intenzione e l’impegno che stiamo mettendo nel progetto. L’investimento economico previsto però ammonta a circa 60 milioni di euro e abbiamo bisogno dell’aiuto degli enti territoriali e di Invitalia. Siamo pronti al confronto e alla collaborazione per studiare la strada migliore che consenta all’Italian Food spa di ricevere i finanziamenti per lo sviluppo delle imprese o quelli previsti per la riqualificazione e la riconversione del polo industriale di Piombino e, con il tempo, riusciremo a superare il cul-de-sac tipicamente italiano, in cui siamo incappati: l’Italian Food, assimilata al Gruppo Petti considerato “grande impresa”, ha infatti difficoltà di accesso ai bandi per i finanziamenti alle piccole e medie imprese».

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