Il Tirreno

Morte di Arnaldi, Ferrari chiede spiegazioni

di Antonella Danesi
Morte di Arnaldi, Ferrari chiede spiegazioni

Il sindaco di Portoferraio scrive al vice commissario dell’Asl Porfido: «Non posso starmene zitto»

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PORTOFERRAIO. Roberto Arnaldi, residente a Marciana Marina, è morto a 71 anni dieci mesi fa in seguito a un intervento chirurgico. E, dall’esecuzione dell’autopsia, la famiglia non ha ancora conosciuto le cause del suo decesso. Proprio i congiunti hanno scritto una lettera dove chiedono di far chiarezza sulle cause di una morte inaspettata. Una lettera che è arrivata fino al sindaco di Portoferraio, Mario Ferrari che ha scritto a sua volta al vicecommissario Asl 6, Eugenio Porfido e per conoscenza anche al presidente e all’assessore alla salute della Regione Toscana, Enrico Rossi e Stefania Saccardi.

«L’episodio che è stato portato alla mia attenzione – scrive il sindaco a Porfido – mi pare particolarmente preoccupante, tanto preoccupante da non poter permettere, in quest’occasione, un silenzio istituzionale ed aziendale, un silenzio che sarebbe espressione di un a mancata sensibilità nei miei confronti quale primo cittadino di Portoferraio, ma soprattutto per chi ha vissuto questo luttuoso evento».

I familiari infatti si dicono determinati a venire a conoscenza della verità in tema di diagnosi e prestazioni eseguite dell’ospedale di Portoferraio ed aspettano un intervento chiarificatore su quanto accaduto al padre.

«Non è la prima volta – scrive ancora il sindaco di Portoferraio, Mario Ferrari – che alcuni cittadini elbani si rivolgano a me come sindaco del paese, sede dell’unico presidio ospedaliero per segnalarmi quelli che sono stati definiti “disservizi”. In passato – scrive Ferrari al vicecommissario Asl – oltre a chiedere chiarimenti ho inviato richieste per definire le funzionalità di alcuni reparti come la radiologia, l’ortopedia e il pronto soccorso chiedendo anche informazioni circa l’agibilità degli ambienti destinati ad accogliere i pazienti e familiari senza però vedere mai esauditi i miei inviti».

«Ora – conclude il primo cittadino nella sua lettera rivolta al vice commissario Porfido – chiedo di conoscere rispetto a questa vicenda le eventuali iniziative intraprese, quelle che è intenzionato a prendere per definire questo caso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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