Il Tirreno

Centro studi contro le frane, scetticismo tra i sindaci elbani

di Stefano Bramanti
Centro studi contro le frane, scetticismo tra i sindaci elbani

I primi cittadini frenano sulla proposta del geologo Pranzini per contrastare il fenomeno dell’erosione Ferrari è pessimista: «Un ufficio sovracomunale servirebbe, ma sull’isola siamo ancora troppo divisi»

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PORTOFERRAIO. Un centro studi tra più Comuni per contrastare l’erosione e le frane all’Isola d’Elba. L’idea lanciata dal geologo Enzo Pranzini non convince del tutto i sindaci dell’Isola d’Elba, o almeno quattro di loro. Eppure il problema delle frane è particolarmente sentito sull’isola, specialmente in relazione agli ultimi episodi accaduti. È di alcuni giorni fa il caso del masso che si è staccato dal costone sopra la spiaggia del Sansone colpendo un giovane di Bergamo. Così come sono recenti le due ordinanze del Comune di Capoliveri, in seguito agli smottamenti che hanno coinvolto la spiaggia dell’Innamorata e di Malpasso.

Luca Simoni, sindaco di Porto Azzurro, crede nella bontà dell’idea di un centro studi sovracomunale, nonostante le diversità geologiche del territorio, Anna Bulgaresi vuole evitare la creazione di un ente inutile, Renzo Galli suggerisce di coinvolgere il collegio dei geologi della provincia e infine Mario Ferrari è il più scettico, perché l'Elba è divisa in troppe “parrocchie”.

Approfondiamo le loro posizioni. Luca Simoni sindaco di Porto Azzurro ha detto: «Mi auguro che si riesca a gestire i problemi del territorio dal punto di vista geologico in modo comune, con un unico Centro studi, del resto stiamo gestendo le problematiche del turismo e vediamo i risultati positivi. Io non credo al Comune unico, però sono favorevole a creare gestioni unitarie su vari tematiche, come appunto questa della tutela ambientale. Il problema è superare le nostre note divisioni e attuare un centro operativo come ha proposto il docente universitario di Firenze. Ci sono problematiche molto diverse nell'Elba: dove da una parte, ad est, abbiamo un suolo con minerali legati al ferro, mentre nell'ovest esiste un territorio del tutto diverso di tipo granitico, ma le problematiche sono certamente comuni, in gran parte, per tutti gli otto enti locali.

Anna Bulgaresi, sindaco di Marciana è più cauta. Nel suo comune ci sono alcune delle spiagge e delle coste più belle dell’isola, su tutte quella di Sant’Andrea: «Noi siamo disponibili a trovare intese con gli altri Comuni per un unico studio del territorio e per garantire la sicurezza di persone e cose. Non a caso abbiamo già un programma per questo inverno, riguardante la nostra area comunale e metteremo a fuoco tutto quello che è necessario fare per dare le migliori soluzioni e non andare incontro a rischi di alcun tipo. Ma nel fare un Centro studi geologici isolano bisogna stare attenti a non creare il solito “carrozzone”, un ente inutile, occorrerebbe strutturarlo con tecnici e personale e programmi condivisi, affinché sia un ente veramente operativo che risponde alle esigenze di cui parliamo».

Renzo Galli, sindaco di Rio Marina non pone troppa fiducia nel progetto: «Lo vedo piuttosto difficile da realizzare, non ci troviamo d'accordo, tra i Comuni, nemmeno sull'impiego della tassa di sbarco. Ma ci possiamo provare. Noi non ci tiriamo indietro per farlo andare in porto. Non a caso di recente ho lanciato progetti anti erosione. È troppo importante garantire all'isola una unità di azione in questo settore e sarebbe opportuno sentire se il collegio provinciale dei geologi ha da fare proposte strutturali in merito».

Mario Ferrari, sindaco di Portoferraio è il più pessimista: «Su questa possibilità - ha detto l'architetto-vedo che esiste sull'isola una mentalità che non è collegiale. La nostra storia dimostra che siamo separati e limitati all'interesse verso il proprio territorio. Si creano "parrocchie" che vogliono occuparsi solo del proprio territorio. Oggi non ha più senso. Io sono favorevole ovviamente la proposta del geologo Pranzini di un ufficio sovra comunale per la prevenzione di disastri dell'isola, dal punto di vista geologico, e addirittura ci vorrebbe un organismo di studi di prevenzione dei problemi a livello di Arcipelago toscano; il problema è di superare le nostre forti divisioni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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