Sicurezza
Tavolo ministeriale per l’erosione e le frane
L’impegno del sottosegretario Velo: «Presto delle soluzioni efficaci anche per le emergenze elbane»
PORTOFERRAIO. Un tavolo di lavoro aperto sull’erosione costiera e sulle frane, un fenomeno che - anche all’Elba - ha bisogno di un monitoraggio costante. «Perché senza delle linee guida comuni, non è possibile intervenire in modo efficace». È quanto propone il sottosegretario all’Ambiente Silvia Velo, che interviene sulla questione dell’erosione costiera e delle frane che in questi giorni è tornata al centro dell’attenzione anche all’Isola d’Elba. La scorsa settimana un masso si è staccato da un costone sopra la spiaggia del Sansone e ha ferito un ragazzo di Bergamo. Solo pochi giorni dopo è arrivata la proposta del docente universitario Enzo Pranzini, che ha lanciato l’idea di una realizzazione di un centro studi con la partecipazione di tutti i Comuni dell’Elba. «Le misure relative all’erosione costiera – spiega il sottosegretario al ministero dell’Ambiente Silvia Velo – sono di competenza delle Regioni, ma ci siamo resi conto come per delle soluzioni efficaci ci sia bisogno di una cabina di regia nazionale. Servono delle linee guida comuni su cui poter lavorare». A tale proposito il ministero dell’Ambiente ha già dato forma a un gruppo di lavoro a cui partecipano, tra gli altri, tecnici regionali, professionisti del Cnr e dell’Ispra, tecnici di Italia Sicura e soggetti privati che si sono già messi all’opera per definire gli indirizzi generali e i criteri per la difesa delle coste.
«Per poter compiere un lavoro efficace – sostiene Velo – occorre una ricognizione puntuale delle opere compiute nei vari luoghi e delle dinamiche delle coste, a cui deve affiancarsi un monitoraggio costante. L’idea è quella di mettere a punto nel più breve tempo possibile una mappa delle emergenze legate all’erosione costiera e alle frane, su cui poi poter elaborare progetti specifici. In questo contesto il Ministero sta andando avanti anche sulla riforma del regolamento sui dragaggi e sull’utilizzo dei sedimenti prelevati, che saranno utili per poter completare le opere di ripascimento e di riequilibrio costiero. Per giungere alla definizione di queste linee guida, che saranno una base anche per gli interventi all’Elba, servirà circa un anno».
Secondo Velo l’isola d’Elba ha un bisogno particolare di essere monitorata. «Stiamo parlando di un’isola, con coste sabbiose e rocciose – spiega Velo – e che in estate ha a che fare con una pressione antropica notevole, una delle principali cause dell’erosione. La fragilità è un problema, per questo occorre trovare delle soluzioni sia dal punto di vista ambientale che della sicurezza per le persone».
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