Il Tirreno

Profughi nel residence, è subito bufera

Il residence Bel Horizonte di Capoliveri (foto di Gio' Di Stefano)
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Il residence Bel Horizonte di Capoliveri (foto di Gio' Di Stefano)

Il titolare del Bel Horizonte si è dato disponibile ad ospitare delle donne incinte in inverno: «Mi hanno coperto di critiche»

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CAPOLIVERI. «Provo solo molta amarezza. Ho dato la mia disponibilità ad ospitare alcune donne incinte o con neonati al seguito, solo per i mesi invernali. È bastato questo per scatenare un finimondo». Sergio Orlandi, titolare del residence Bel Horizonte in viale Italia a Capoliveri, commenta in questo modo la polemica nata sul tema dell’ospitalità ai profughi in arrivo dal nordafrica. Una tempesta in un bicchier d’acqua, secondo Orlandi che, emiliano ma da anni attivo all’Isola d’Elba, collabora con le associazioni di volontariato. Ed è proprio da questa sua collaborazione (con la parrocchia di Don Gianni Mariani a Portoferraio) che è nata l’idea del titolare del residence di dare disponibilità all’accoglienza dei migranti.

Tanto è bastato a suscitare un’immediata reazione del sindaco Ruggero Barbetti («Dovranno passare sul mio corpo»), seguita da una vibrante polemica su Facebook. «Una vicenda travisata e strumentalizzata», taglia corto Sergio Orlandi che ci tiene a spiegare quanto accaduto.

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In queste ore è trapelata la notizia sulla disponibilità, da parte dell’albergatore, di mettere a disposizione la sua struttura per ospitare una cinquantina di profughi, in un posto che vive di turismo come Capoliveri. «Da trent’anni risiedo all’Elba, gestisco una struttura ricettiva e vivo di turismo. Sono il primo ad avere a cuore l’immagine turistica del territorio – spiega Sergio Orlandi – l’idea è nata parlando con don Gianni Mariani. L’ospitalità, sia chiaro, non riguarderebbe 50 profughi come trapelato in queste ore, ma solo 4-5 donne incinte o con neonati al seguito, in arrivo da paesi in guerra. L’accoglienza sarebbe solo per i mesi invernali, fino a marzo. È nel mio stesso interesse riprendere l’attività turistica a marzo, vivo di questo. Nei mesi invernali la struttura è chiusa, alla stregua di tante altre attività nel paese».

È bastato tuttavia che il titolare della struttura ricettiva avviasse i contatti con la prefettura per scatenare la polemica. «Il paradosso – aggiunge Sergio Orlandi – è che è molto probabile che la proposta resti solo sulla carta. I tecnici della prefettura, infatti, hanno riconosciuto alcune difficoltà di tipo logistico, per poter organizzare questo tipo di accoglienza su un’isola». A questo si aggiunge il fatto che gli stessi profughi non sarebbero del tutto convinti ad essere ospitati su un’isola. Il sindaco di Capoliveri Ruggero Barbetti ha immediatamente mostrato la sua contrarietà all’iniziativa di Orlandi. Lui, seguito da tanti utenti su Facebook, sostengono come dietro la disponibilità si nascondino interessi speculativi.

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«Questo aspetto mi ha amareggiato in modo particolare – spiega Sergio Orlandi – si parla di questi 35 euro che mi sarei intascato. Quei soldi, in realtà andrebbero alla rete di associazioni no profit, dalla Caritas fino alla Croce Verde, che si occuperebbero della accoglienza, mentre a me andrebbero solo i costi vivi (le spese per i consumi) e una cifra a forfait, circa 500 euro, per le pulizie al termine del soggiorno invernale delle profughe. Invece sembra si parli di Mafia Capitale. È incredibile che le critiche e gli attacchi arrivino da persone che, magari, vanno in chiesa tutte le domeniche ma se c’è da dare una mano si tirano indietro». «Ma sono sicuro di una cosa – chiude Orlandi – questa vicenda è stata travisata. Sono sicuro che, se i capoliveresi e in generale gli elbani si trovassero di fronte a queste donne in difficoltà, farebbero la fila per portare loro vestiti e generi alimentari».

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